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Anno di grazia

· A San Giovanni in Laterano il Pontefice incontra i preti romani e parla del giubileo della misericordia e a Santa Maria Maggiore affida alla Vergine l’incontro con Cirillo e la visita in Messico ·

Papa Francesco è molto contento delle cose che stano accadendo in questo anno di grazia del giubileo straordinario. Lo ha confidato lui stesso ai sacerdoti della diocesi di Roma, incontrati giovedì mattina, 11 febbraio, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

A poche ore dalla partenza per il viaggio in Messico, che inizierà all’Avana con lo storico incontro con il Patriarca di Mosca, Francesco ha voluto compiere un “pellegrinaggio quaresimale” nel cuore di Roma, andando a trovare anche i suoi sacerdoti. E così, alle 10.30, ha raggiunto la basilica di Santa Maria Maggiore per affidare la visita alla Salus populi Romani. Quindi, intorno alle 11, si è recato a San Giovanni in Laterano, dove era in corso il tradizionale incontro del clero romano per l’inizio della quaresima. In basilica il Papa ha confessato dieci sacerdoti, confessandosi poi a sua volta da uno dei penitenzieri della basilica lateranense.

È stato il cardinale vicario Agostino Vallini ad accogliere Francesco e a rivolgergli un saluto, assicurandogli la vicinanza del clero romano in questo viaggio e nell’incontro con il Patriarca, «una svolta nella storia dell’unità». E proprio l’insistere sulla missione di vescovo di Roma, ha detto Vallini, ha «molto colpito» anche il metropolita ortodosso Ilarione. Il cardinale ha quindi ringraziato il Papa per la visita che ha così mantenuto la tradizione dell’incontro con il suo clero. «Stiamo vivendo il giubileo con tanto impegno nelle parrocchie» ha assicurato infine il cardinale, «soprattutto facendo esperienza della misericordia attraverso le confessioni e il pellegrinaggio».

In un discorso a braccio, Francesco ha chiesto con insistenza ai sacerdoti di vivere sino in fondo la misericordia, di capire e perdonare la gente che si accosta al confessionale. Ha ricordato che la carezza di un prete fa tanto bene, indicando l’esempio del Signore che sempre è misericordioso. La gente — ha detto il Papa — deve trovare nel confessore un padre che non lascia andare lontano il figlio.

L’incontro al Laterano aveva un carattere penitenziale. Prima dell’arrivo del Papa era stato il vescovo ausiliare di Roma, monsignor Angelo De Donatis, che presiede il Servizio per la formazione permanente del clero, a suggerire una riflessione centrata sul rinnegamento di Pietro. Inoltre, come segno quaresimale, le offerte raccolte tra i sacerdoti durante l’incontro sono state destinate alla Caritas diocesana. Il cardinale Vallini ha infine donato, a nome del Papa, il libro Il nome di Dio è Misericordia a tutti i sacerdoti romani. Il Pontefice ha fatto rientro in Vaticano intorno alle ore 13.L’idea del giubileo della misericordia — ha poi confidato — è frutto di un’ispirazione spirituale e viene da lontano: risale a Paolo VI, ha affermato, richiamando poi il magistero di Giovanni Paolo II, il messaggio di santa Faustyna Kowalska e le catechesi di Benedetto XVI. Se dunque il Signore vuole un giubileo della misericordia — ha detto — è perché ci sia misericordia nella Chiesa, perché si perdonino i peccati. Da qui l’invito ai sacerdoti a essere generosi nel perdono e a capire i diversi linguaggi dei penitenti: c’è infatti il linguaggio delle parole, ma anche quello dei gesti che esprimono la volontà di attingere al perdono di Dio.

Nel pomeriggio precedente Papa Francesco aveva celebrato nella basilica di San Pietro la messa del mercoledì delle Ceneri, introducendo la Chiesa nel tempo quaresimale. Al termine della celebrazione il Pontefice ha conferito il mandato ai missionari della misericordia. E all’omelia ha chiesto ai fedeli presenti di vincere ipocrisia, mondanità e indifferenza, mettendosi in cammino e lasciandosi riconciliare con il Padre.

L’omelia del Papa per il Mercoledì delle ceneri

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