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Anna che sogna il mare.
E lo trova

· Nello splendido libro firmato da La Bigotta e Michele Rossi ·

Anna sogna il mare. Non l’ha mai visto, lo ha scoperto dai libri, leggendo Moby Dick, e lo ha nutrito con la sua fantasia. La bambina vive in cima a un palazzo di cento piani, ma quello che vede dalla sua finestra non le interessa: le interessa solo il mare. Chiede ripetutamente ai genitori e alla nonna di portarvela, ma ogni volta riceve un secco no: «Il mare non fa per te». Non per cattiveria, ma per paura: Anna è in carrozzina e gli adulti che la circondano non riescono a gestire il suo desiderio. Non riescono a “inserirlo” nella sua disabilità. È delicato e intelligente il libro Il mare non serve a niente (Milano, HarperCollins 2018, pagine 61, euro 19). Lo è grazie ai testi di Michele Rossi, direttore della narrativa Rizzoli, delicati e intelligenti sia nella descrizione dei limiti che nel racconto dei sogni, tra rifiuti, balene che volano, palloncini magici e questo mare, «prato infinito di onde intrecciate». Al punto che quando, in sella ai suoi sogni, Anna arriverà al finalmente «adesso si fa... tutto», persino gli adulti capiranno. Ma è delicato e intelligente il libro anche grazie ai disegni de La Bigotta (nome d’arte di Anna Neudecker), nota tatuatrice che per l’occasione abbandona la pelle per la carta, illustrando il viaggio di Anna in un bellissimo gioco di bianco, nero e dettagli improvvisamente a colori. Le incursioni un po’ surrealiste — con i volti degli adulti sostituiti da oggetti — segnano una distanza eloquentissima tra Anna e i grandi. Delicato e intelligente, infine, perché Il mare non serve a niente è veramente un libro scritto ad altezza di bambino. La carrozzina di Anna compare solo a pagina 24: i suoi sogni, come quelli di ogni bimbo, vengono prima. E a crederci davvero, possono finire per avverarsi.

di Giulia Galeotti

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16 luglio 2019

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