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Ankara rassicura sul rispetto
dello stato di diritto

· ​Erdoğan invita a proseguire le manifestazioni di piazza ·

La Turchia aderirà con convinzione ai principi democratici e allo stato di diritto dopo il fallito golpe e lo stato d’emergenza. Lo ha assicurato oggi il vice premier Mehmet Simsek, parlando in Cina al vertice finanziario del g20. «Da subito voglio dire che, pur con quanto accaduto una settimana fa in Turchia, continueremo ad aderire con convinzione ai principi democratici e ad applicare la legge del diritto. Non molto è veramente cambiato. So che ci sono alcuni punti interrogativi», ha aggiunto.

Il presidente Erdoğan durante un recente discorso in Parlamento (Afp)

La prospettiva europea della Turchia dopo il fallito golpe della scorsa settimana si fa, intanto, sempre più lontana. Stretta tra quanto accaduto ad Ankara e l’accordo per bloccare i flussi dei migranti, l’Ue — di fronte alle ripetute violenze e alla sospensione della Convenzione dei diritti umani — per il momento prende tempo, rifiutando «ulteriori speculazioni» dopo la linea rossa fissata dall’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, che tre giorni fa ha avvertito che nessun Paese candidato può avere la pena di morte. La sospensione della Convenzione dei diritti umani «non è una deroga in bianco», ha avvertito Mogherini, parlando di «decisioni gravissime». L’eventuale reintroduzione della pena di morte paventata dal presidente, Recep Tayyp Erdoğan, ha ammonito il commissario all’Allargamento, Johannes Hahn, sarebbe «motivo di esclusione a priori dai negoziati» per l’adesione.
A pesare, però, è l’accordo stretto sui migranti: «La Turchia è un nostro vicino — ha ammesso Hahn — e non possiamo non dialogarci». Dopo l’accordo, che sembrava avere ridato slancio all’avvicinamento di Ankara all’Ue, sono stati aperti due nuovi capitoli negoziali (in materia di economia e bilancio), uno a dicembre e uno a giugno. Sono quindi 15 su 35 quelli aperti, a fronte di uno solo chiuso nel 2006. E la liberalizzazione dei visti, a cui la Turchia puntava per fine giugno, è ora bloccata per la legge sul terrorismo turco giudicata lesiva dei diritti.

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14 dicembre 2019

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