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Ankara alza il prezzo

· ​Al vertice europeo la Turchia chiede ricollocamenti e più soldi mentre l’Onu denuncia la morte in mare di oltre quattromila migranti ·

Bambino nel campo profughi di Idomeni (Ap)

Ankara alza il prezzo per un accordo con l’Europa sulla gestione dell’emergenza immigrazione. Chiesto il raddoppio degli aiuti, l’accelerazione del processo di adesione e un nuovo sistema di ricollocamenti. Bruxelles si è detta favorevole, parlando di un «accordo di principio». Critici molti leader europei, che hanno chiesto la sospensione del negoziato. Al Consiglio europeo straordinario di ieri, la Turchia, che già ospita due milioni di rifugiati, ha proposto in primis un nuovo sistema di ricollocamenti secondo uno scambio di “uno a uno”. Il Paese è disposto ad accogliere tutti i migranti che hanno raggiunto illegalmente l’Europa da una certa data in poi (e non in modo retroattivo), sia quelli economici che i richiedenti asilo. Ma per ogni profugo illegale riammesso, chiede che i Paesi dell’Unione ne accolgano uno in modo legale dal suo territorio. Inoltre ha chiesto tre miliardi aggiuntivi (oltre ai tre già previsti) fino al 2018 e l’apertura di cinque capitoli per il processo di adesione Ue (gli stessi che aveva messo sul tavolo già a novembre). E intanto, sul terreno la situazione si fa sempre più critica. L’Onu ha reso noto oggi che sono circa quattromila i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere via mare le coste europee dall’inizio della crisi dei rifugiati.  

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19 marzo 2019

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