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Anime molate dalla fede

· Dodici monache di clausura parlano di Dio e del loro mondo ·

Va avanti così per oltre quattro ore, e poi ritorna da capo all’infinito: religiose vestite con l’abito bianco e nero delle benedettine rispondono a domande. Le domande stesse sono state tagliate; si vedono solo le testimonianze delle suore, separate da quadri neri. In parallelo, il filmato segue le religiose nei loro lavori quotidiani o nella passeggiata in giardino; le si vede sempre entrare in chiesa in fila per due o pregare da sole.

Il film delle risposte ( Der Film der Antworten di Thomas e Peggy Henke, 2012) non ha sottofondo musicale, non ci sono sentimentalismi o “belle” immagini: le riprese sono sgranate, i volti delle donne che parlano sono ripresi costantemente dal basso. Non si è cercata l’inquadratura più vantaggiosa, lo sfondo più grazioso. Si vedono antichi manifesti sulle pareti, oppure lavandini, una sala per gli studi o una stanza per malati.

Il film delle risposte è un capolavoro che non asseconda in nessun modo le abitudini visive dell’ homo mediaticus contemporaneo. E tuttavia lo si continua a guardare, e lo si fa con crescente stupore. Ciò che le monache trattano nelle loro risposte è niente di meno che l’insieme dell’esistenza con Dio.

Si parla di felicità, di gioia, di dolore. Si parla di rapporti, dell’invecchiare e del fatto se la questione dell’Onnipotente non sia tutta una fantasia, si parla di dubbi, del silenzio di Dio, del momento della morte, della vita qui e oggi, della celebrazione, della preghiera. Fede, speranza e carità rifratte migliaia di volte.

Questi ultimi temi vengono affrontati con serena tranquillità e con un’onestà che si sarebbe tentati di definire spudorata; «Dio non mi ha mai piantata», spiega con brio una spiritosa suora anziana, addetta alla cucina. Un’altra riflette su com’è vivere la vita che le è stata destinata e «affrontarla lottando, soffrendo, pregando e rallegrandosi davvero pazientemente». In molti momenti si parla della morte, della morte delle singole monache, della festa che poi ci sarà in cielo. Dalle parole delle religiose più semplici traspare la loro formazione attraverso la Scrittura e i Padri della Chiesa, che già nel medioevo facevano dei monasteri i baluardi della cultura femminile.

Per otto anni il tedesco Thomas Henke — artista dei media e docente — è stato ripetutamente ospite nell’abbazia di Mariendonk nel Basso Reno, per trovare le risposte alle sue domande circa la vita e la morte. Ha raccolto ottanta ore di materiale, che ha poi montato, insieme alla moglie Peggy, realizzando un’installazione di quattro ore. Le monache, racconta Henke, dapprima hanno impiegato parecchio tempo per dire “sì” a questo progetto. Ma arrivati al dunque, gli hanno lasciato mano libera; non hanno voluto conoscere le domande in anticipo, né vedere prima il film.

A Mariendonk vivono trentacinque benedettine, di cui dodici, nel Film delle risposte , danno ragione della speranza che è in loro. A rifulgere qui è una dozzina di anime molate dalla fede fino a farle brillare. Un coro di dodici voci, ognuna diversa e ognuna ben lontana dalle frasi fatte del gergo pastorale di oggi.

Quindi, Il film delle risposte non è tanto un film da vedere, quanto un film da ascoltare. Se guardato bene, si tratta di un film d’amore. Parla senza paura della fede e del pensiero cristiani, radicati in Europa nonostante il vento contrario, e dimostra che la Chiesa è un passo avanti nell’arte di recuperare tesori dello spirito trascurati.

La prima dell’installazione Il film delle risposte di Thomas e Peggy Henke si è tenuta nel 2012 presso il Zollverein di Essen. Alla prossima proiezione dell’opera si potrà assistere nel centro culturale dei frati minori di Graz dal 12 dicembre 2012 al 2 febbraio 2013.

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