Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ricercare Dio
in ogni creatura

· Maria di Campello tra preghiera e povertà ·

Negli anni Venti del secolo scorso una donna, Maria, iniziò un cammino nello Spirito sigillato dalla preghiera e dalla povertà, immerso nella dolcezza del paesaggio umbro. Cammino originale e, per molti aspetti, precorritore dell’apertura ecumenica successiva al Vaticano ii.

Campello sul Clitunno

Pregare con Sorella Maria dell’Eremo francescano di Campello sul Clitunno (a cura di Antonio Gentili, Gabrielli editore, Verona 2016, pagine 144, euro 13), ci introduce nel respiro evangelico e poetico di questa inedita avventura, ben delineata da Adriana Giussani.

Pensieri, commenti meditativi e preghiere di elevazione, di gioia e di ringraziamento sono raccolti tematicamente e a tessere per ricomporre lo stile di preghiera di Maria e delle sue sorelle: da «Il silenzio e la Parola» a «La contemplazione all’aperto», da «Il sacramento eucaristico» a «La preghiera di intercessione».

Alla luce di un focus preciso: «la preghiera non è soltanto il recitare formule e meditarle, ma è il senso costante della presenza di Dio, il fare tutto con coscienza desta, tremante».

L’esistenza quindi si srotola orante, nelle sue diverse forme e nei suoi diversi momenti.

Maria ascolta: «O voce del silenzio, / v’è chi ti coglie e tace /per giungere alla pace / e a vera libertà. / Silenzio, pane e pace / son doni del Signore; / ci sosterranno il cuore / fino all’eternità».

La sua ricerca spirituale nella semplicità di una vita fraterna trovava il suo perno nel Vangelo e si dilatava all’accoglienza di tutti.

Che cosa voleva Maria, “la minore”? Lo delineò in una lettera all’amico don Orione: «Noi non desideriamo né guidare ritiri, né dare insegnamenti, né prestarci a qualsiasi discussione religiosa... Vivendo in semplicità di cuore e di fede offriamo all’ospite di ciò che abbiamo: la partecipazione alla preghiera, se così desidera, la mensa comune, la pace di questo luogo solitario ove hanno vissuto anime contemplanti, e ove la natura e il silenzio dispongono l’anima a ritrovare se stessa... Né accogliendo crediamo di “far del bene”; vogliamo bene ed è perciò che accogliamo sempre».

di Cristiana Dobner

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE