Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Andata e ritorno

· ​Le relazioni tra vescovi e religiosi al centro del convegno sulla vita consacrata ·

Avendo come bussola le indicazioni di Papa Francesco, suggerite nell’udienza di venerdì mattina, 28 ottobre, 250 vicari episcopali e delegati della vita consacrata si stanno confrontando a Roma per mettere a frutto un vero e proprio «capitale spirituale» attraverso la relazione tra pastori e religiosi. «Funzione e ruolo del vicario episcopale per la vita consacrata» è, infatti, il tema del convegno internazionale aperto venerdì dall’intervento del cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per la vita consacrata e le società di vita apostolica. I lavori si concludono domenica 30.

Dalla serie «Pray to Love» di Anne Goetze

Proprio la questione delle «mutue relazioni» tra vescovo e religiosi è stata affrontata da monsignor José Rodríguez Carballo, arcivescovo segretario della Congregazione: «un tema sempre attuale — ha detto — sia perché non mancano problemi sia perché ci troviamo in un processo di rielaborazione dell’attuale documento Mutuae relationes». Mutue relazioni, ha fatto presente, che «avvengono solo lì dove c’è un incontro autentico tra persone o un gruppo di persone; lì dove queste persone si rispettano mutuamente, apprezzando la dignità di ciascuna; e dove dialogano con umiltà e spirito di fraternità».

Da parte sua, suor Nicla Spezzati, sotto-segretario della Congregazione, ha rilanciato «il cammino che la vita consacrata sta compiendo per intravedere alcuni punti di convergenza nelle Chiese particolari, alla luce dell’ultimo magistero conciliare e del magistero di Papa Francesco», e assumere così «l’invito a crescere nella comunione missionaria come processo di relazione feconda».

Per delineare «l’orizzonte teologico e spirituale della costituzione apostolica Vultum Dei quaerere» hanno poi preso la parola suor Elena Beccaria, del monastero Santa Chiara in via Vitellia a Roma, e suor Stefania Costarelli, del monastero benedettino di Monte San Martino. «Preghiera, adorazione, Eucaristia, lavoro» ma anche «formazione, vita fraterna, impegno ascetico, clausura, silenzio e comunicazione» sono state le parole chiave delle loro testimonianze. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE