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Ancora violenze
a Charlotte

· Appello del presidente Barack Obama affinchè le proteste siano pacifiche ·

 Proseguono le proteste e sale la tensione a Charlotte, in North Carolina, dopo l’uccisione, martedì scorso, da parte della polizia di un afroamericano armato. Per la terza notte consecutiva centinaia di persone hanno marciato per ore scandendo slogan. 

La guardia nazionale presidia la città di Charlotte (Afp)

La manifestazione, iniziata in serata, è proseguita anche dopo la mezzanotte, nonostante il sindaco della città, Jennifer Roberts, avesse decretato il coprifuoco fino alle 6 del mattino. La misura rimarrà in vigore sino alla fine dello stato di emergenza. Nel frattempo un altro nero è morto in seguito alle ferite riportate domenica durante una colluttazione con alcuni agenti di polizia a Baltimora.

Intanto, il presidente Barack Obama ha rivolto ieri sera — tramite l’emittente Abc — un appello ai dimostranti afroamericani affermando che per cambiare un sistema che permette ancora troppe disuguaglianze razziali in America le proteste devono essere pacifiche. Obama ha sottolineato che è importante ascoltare queste preoccupazioni per «superare il senso di rabbia che cresce tra molti afroamericani per le uccisioni e l’idea che la giustizia non sia sempre cieca al colore della pelle».

E proprio queste tensioni dovrebbero essere al centro del primo dibattito televisivo, in programma lunedì, tra la candidata democratica, Hillary Clinton, e il repubblicano, Donald Trump, per le presidenziali di novembre.

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