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Ancora violenti disordini
nell’est dell’Ucraina

· L’Osce chiede il rilascio degli osservatori sequestrati ·

Cresce di ora in ora la tensione nell’est dell’Ucraina. Separatisti filo-russi armati hanno assalito e occupato anche il municipio di Kostiantinivka, una città a metà strada tra Slaviansk, dove sono stati catturati e sono tuttora detenuti gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), e il capoluogo regionale, Donetsk, anch’esso sotto il controllo dei separatisti. Scambi di colpi d’arma da fuoco si sono inoltre avuti nell’area dell’aeroporto di Kramatorsk, sempre nella regione di Donetsk, tra miliziani filo-russi e le truppe ucraine che presidiano lo scalo. Ieri, centinaia di attivisti avevano hanno occupato la sede della televisione di Donetsk.

Ghennadi Kernes, sindaco della città di Kharkiv, è intanto rimasto gravemente ferito oggi in un agguato. E almeno 14 persone, compresi due agenti, sono rimaste ferite ieri nella città durante l’attacco contro un raduno di filo-russi da parte di alcune migliaia di ultra dei club di calcio Dnipro e Metalist. . I tifosi intendevano marciare a sostegno dell’unità del Paese da piazza della Costituzione, dove erano radunati i filo-russi, fino allo stadio del Metalist, dove in serata era prevista la partita tra le due squadre.

Intanto, il presidente di turno dell’Osce, lo svizzero Didier Burkhalter, ha condannato la detenzione degli osservatori dell’Organizzazione da parte dei ribelli e ha chiesto la loro immediata liberazione. Uno degli otto osservatori sequestrati è stato liberato ieri sera per motivi di salutei. Burkhalter ha parlato di una situazione inaccettabile e ha richiamato alla garanzia dell’incolumità per gli osservatori internazionali. In totale dodici persone, otto stranieri e quattro ucraini, sono stati sequestrati venerdì dai separatisti, che li hanno definiti ieri «prigionieri di guerra» chiedendo il loro scambio con alcune persone detenute dalle autorità di Kiev.

Infine, il presidente statunitense, Barack Obama, ha annunciato che oggi saranno formalizzate nuove sanzioni statunitensi contro la Russia in relazione alla crisi ucraina. Altrettanto farà, sempre oggi, l’Unione europea.

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