Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Ancora uno scempio dell’Is
a Palmira

· ​Distrutto dai jihadisti l’antico tempio di Bel ·

Il sito archeologico di Palmira in Siria (Ansa)

I miliziani jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) hanno distrutto ieri parti del tempio di Bel, uno dei più importanti e meglio conservati del sito archeologico di Palmira, in Siria. Lo annunciano gli attivisti di Raqqa e lo conferma l’Osservatorio per i diritti umani (Ondus). Secondo le ultime informazioni raccolte da fonti locali, l’Is avrebbe minato il tempio con oltre trenta tonnellate di esplosivo. Allo stato attuale non si conosce l’entità dei danni, ma le prime immagini diffuse sui social network dagli attivisti — riprese a distanza — mostrano una immensa colonna di fumo e polvere innalzarsi dalla città antica. A detta di un testimone oculare, solo il muro del tempio — che era dedicato a Bel, assimilato al greco Zeus e che fu edificato nel primo secolo dopo Cristo — è rimasto in piedi, mentre i resti delle colonne sono sparpagliati a terra. La distruzione del tempio di Bel è solo l’ultimo e più clamoroso gesto dei miliziani fondamentalisti: il 23 agosto scorso, i jihadisti avevano distrutto un altro tempio di Palmira, quello di Baal Shamin. Le immagini, postate sui social media da sostenitori del Califfato, mostravano miliziani sistemare cariche esplosive lungo il perimetro dell’edificio, risalente a 2000 anni fa. Le foto satellitari, diffuse nei giorni scorsi, hanno confermato che il tempio è stato interamente raso al suolo.

L’Unesco ha bollato le distruzioni come un «crimine contro l’umanità». L’Is ha preso il controllo dell’antica Palmira il 21 maggio scorso strappandola ai governativi siriani del presidente Assad. Da allora la “sposa del deserto”, come è anche conosciuta Palmira, è stata teatro di numerose distruzioni di mausolei e altri reperti, ma anche di esecuzioni di massa e altri orrori. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

29 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE