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Ancora un tributo di vite disperse

· Nuova tragedia delle migrazioni al largo delle coste mediterranee spagnole ·

I migranti tratti in salvo dalla Marina spagnola (Epa)

La tragedia delle migrazioni in Mediterraneo ha chiesto ieri un ennesimo tributo di vite umane. Ventotto migranti su un barcone salpato dalle coste africane e rimasto per giorni alla deriva sono stati soccorsi dalla Marina spagnola a sud-ovest di Cabo de Gata, ma mancano all’appello almeno altre 23 persone, tra i quali ci sono una donna incinta e un neonato. Le ricerche degli scomparsi sono tuttora in corso. Nel frattempo, continuano a far discutere sia l’imminente fine dell’operazione italiana Mare Nostrum che nell’ultimo anno ha tratto in salvo migliaia di persone, sia le regole della nuova operazione Triton dell’Unione europea. Come noto la prima ha operato in tutto il Mediterraneo, mentre Triton avrà come raggio d’azione solo le acque territoriali europee, cioè fino a trenta miglia dalle coste. La preoccupazione arriva in primo luogo dall’Onu, con il relatore speciale per le migrazioni, François Crepeau. Dopo aver lodato l’Italia per la risposta «audace e coraggiosa data all’emergenza immigrazione», Crepeu ha sostenuto ieri che l’operazione Triton «è una risposta insufficiente quando sono in gioco così tante vite umane», che il suo mandato è sostanzialmente di vigilanza sulle coste, e che crescerà il pericolo di morte per migliaia di persone.

Un altro grido d’allarme arriva dalla stessa Unione europea. Il commissario all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, che ieri mattina ha incontrato il ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano, in margine al Consiglio europeo a Bruxelles, ha detto che la morte dei migranti «è un duro monito che molto ancora deve essere fatto. 

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26 marzo 2019

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