Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ancora un miliardo
di esclusi

La lotta contro la povertà ottiene successi solo parziali e di misura troppo limitata. Lo sostiene senza mezzi termini l’ultimo rapporto della Banca mondiale diffuso in vista dell’assemblea annuale, in programma il prossimo fine settimana a Washington. 

Nel 2011, ultimo anno con dati certi ai quali fa riferimento il rapporto, le persone al di sotto della soglia di povertà assoluta — fissata dai parametri internazionali a 1,25 dollari al giorno — erano più di un miliardo, cioè il 14 per cento dell’umanità, un numero definito inaccettabile, sebbene in diminuzione rispetto al miliardo e duecento milioni stimati nel 2009, quando le persone in miseria rappresentavano il 19 per cento della popolazione mondiale. L’istituto di Washington, confermando una posizione già emersa nell’ultimo periodo, dopo le critiche subite in passato da quanti lo accusavano di favorire un primato della finanza sull’economia reale, mette ora in discussione i modelli di sviluppo economico affermatisi negli ultimi anni e, secondo molti commentatori, causa principale della crisi globale in atto. «I livelli di disuguaglianza e povertà al mondo sono inaccettabili», ha dichiarato infatti Kaushik Basu, capo economista della Banca mondiale, sottolineando che la crescita economica è centrale per ridurre la povertà, ma solo se questa assume davvero dimensioni inclusive e sostenibili. Lo stesso concetto è stato ribadito dal presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE