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Ancora tensione
sulla rotta dei Balcani

· L’Austria introduce l’asilo a tempo ·

Non accenna a diminuire il flusso dei profughi e migranti che cercano di arrivare nel nord Europa attraverso la rotta dei Balcani. E l’emergenza aumenta: dallo scorso 17 ottobre sono arrivati in Slovenia 126 mila migranti; oltre centomila persone hanno varcato il confine austriaco.

Migranti in marcia verso il primo centro di registrazione tedesco (Afp)

Per far fronte a questa situazione, l’Austria ha deciso di introdurre l’asilo a tempo. In particolare la coalizione di governo ha deciso di inasprire le regole del diritto d’asilo e ha trovato l’accordo per garantire, a partire dal 15 novembre, un asilo soltanto per tre anni. Secondo quanto ha comunicato il ministero dell’Interno di Vienna, alla scadenza il permesso decadrà automaticamente. Una nuova verifica stabilirà se sussistano ancora i motivi per accordare un prolungamento dell’asilo. Le nuove regole verranno approvate a dicembre, ma la loro validità sarà retroattiva fino al 15 novembre, ha aggiunto in una nota il ministro dell’Interno, Johanna Mikl-Leitner. Altre misure di inasprimento dell’accoglienza riguardano i ricongiungimenti: i migranti cui non viene riconosciuto il diritto d’asilo, ma solo la cosiddetta “tutela sussidiaria”, dovranno attendere tre anni prima di poter portare i propri familiari in Austria. Finora l’attesa durava soltanto un anno. Si tratta di una misura — dicono gli analisti — che toccherà soprattutto i migranti afghani, ai quali viene spesso riconosciuta la “tutela sussidiaria”.

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23 agosto 2019

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