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Ancora superstiti tra le macerie Ma restano inefficaci gli aiuti

· L'assistenza ai feriti e agli sfollati di Haiti ostacolata dalla mancanza di coordinamento ·

Altri superstiti sono stati estratti nelle ultime ore dalle   macerie del terremoto ad Haiti, compresa ieri una bambina di cinque o sei mesi. Il giorno prima, tra gli altri superstiti, era stata estratta dalle macerie anche una neonata di quindici giorni, sopravvissuta per otto giorni — la metà della sua vita — senza cibo né acqua. Secondo gli esperti, a favorire questi casi, eccezionali anche se non unici, è stato il microclima costituitosi tra le macerie, né caldo né freddo, che  limita il processo di disidratazione. I successi conseguiti — 125 persone sono state estratte vive dalle macerie — rafforzano la determinazione a moltiplicare gli sforzi   delle  43  squadre internazionali di soccorso  attive ad  Haiti, che impiegano  1.739 uomini  e 161 cani,

Le buone notizie sono però oscurate dal fatto che la macchina dei soccorsi ancora non lavora a pieno ritmo. Il punto cruciale, non è  l'arrivo di aiuti — che sarebbero più che sufficienti — ma la loro distribuzione, che  resta  lenta e insufficiente,  anche per  l'impraticabilità delle strade che rende difficile alla Minustah attivare corridoi umanitari.  Il  Programma alimentare mondiale (Pam) dell'Onu ha detto che martedì è riuscito a distribuire 250.000 razioni di cibo, ancora troppo poco per le circa tre milioni di persone sopravvissute. Nella sola capitale, ci sono almeno 370.000 sfollati, ospitati in trecento accampamenti improvvisati, ai quali è difficilissimo far arrivare acqua e cibo. Anche la decisione statunitense di paracadutare aiuti in zone in precedenza messe in sicurezza da  truppe di terra — un primo lancio è stato effettuato lunedì e un altro è in programma per oggi — ha suscitato perplessità. Secondo l'ambasciatore di Haiti all'Onu,  Raymond Joseph, «quando si consegnano gli aiuti in quel modo,  solo i più forti vi hanno accesso».

Alcuni sia pur minimi miglioramenti, comunque,  si incominciano a registrare. L’aeroporto di Port-au-Prince ha portato la sua  capacità operativa a 153 voli giornalieri, mentre è ora attrezzata per l'atterraggio e il decollo degli aerei da trasporto militari  C-130 anche la pista  di San  Isidro, nella Repubblica Dominicana. Da domani, inoltre, il porto della capitale haitiana riaprirà progressivamente al traffico commerciale, secondo quanto annunciato dal generale Ken Keen, comandante delle forze statunitensi ad Haiti.

Anche i soccorsi ai feriti non vengono ancora forniti nella misura che sarebbe necessaria, nonostante il lavoro ininterrotto nei 13 ospedali — compresi quelli da campo — attivi in questo momento ad Haiti. La mancanza di acqua, cibo e medicinali rende inoltre altissimo il pericolo di epidemie. Alle strutture sanitarie  si è aggiunta ieri la nave ospedale statunitense Comfort che ha attraccato davanti a Port-au-Prince. La nave è dotata di  mille posti letto e ha già cominciato a ricevere i primi  pazienti, portati  in elicottero.

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14 novembre 2019

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