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Un ultimatum ai ribelli

· ​Uccisi altri 46 civili nella provincia nord-occidentale di Idlib ·

Siria senza pace: non conosce sosta l’offensiva delle truppe lealiste e dei loro alleati. Ieri, in due distinti raid aerei con cacciabombardieri, sono stati uccisi 46 civili nella provincia nord-occidentale di Idlib (26 vittime a Kafr Nabel e 20 a Maaret al-Numan), mentre le forze del presidente Assad hanno portato ad oltre il 60 per cento la parte orientale di Aleppo strappata alle milizie ribelli.

La distruzione di interi quartieri ad Aleppo (Reuters)

Le ultime informazioni riprese dalle agenzie di stampa internazionali indicano che sono stati presi i tre quartieri di Karm al-Tahan, Myessar, Karm al-Katurji e i soldati stanno avanzando in un quarto, Qadi Askar. Aleppo, la seconda città siriana ed ex capitale economica è divisa in due dal 2012 con la zona orientale, sempre più ridotta, in mano alle forze che combattono Assad.

Da quando è ripresa l’offensiva, il 15 novembre scorso, si contano in totale 311 civili uccisi, inclusi 42 bambini, ad Aleppo. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiungendo che sul fronte opposto il fuoco dei ribelli ad Aleppo ha causato 69 vittime, tra cui 28 bambini. Altre 160.000 persone, confermano fonti delle Nazioni Unite, restano intrappolate nella città martoriata. Sul fronte iracheno, violenti disordini sono scoppiati ieri a Mosul durante la distribuzione di aiuti alimentari alla popolazione. Centinaia di persone hanno dato l’assalto ai camion che trasportavano viveri, acqua potabile e carburante, rovesciandone alcuni prima ancora che fosse possibile cominciare la distribuzione. Testimoni hanno riferito che non c’erano né poliziotti né militari a garantire l’ordine quando i camion sono arrivati nelle cittadine di Bartella e Qayara, vicino a Mosul, e nei quartieri periferici della seconda città irachena, obiettivo dell’ultima grande offensiva contro il cosiddetto stato islamico (Is).

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18 marzo 2019

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