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Ancora scontri in Yemen

· Nonostante la tregua gli huthi uccidono tredici soldati lealisti nei pressi di Sana’a ·

Almeno 13 soldati fedeli al legittimo presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi, sono stati uccisi in un attacco dei ribelli huthi nei pressi della capitale, nonostante il cessate il fuoco decretato dall’Onu questa settimana, hanno riferito ieri fonti militari.

Postazioni dell’esercito lealista yemenita nei pressi della città di Taiz (Afp)

I ribelli huthi hanno attaccato postazioni lealiste a Nahm, a nord-est di Sana’a, dove i combattimenti proseguono da oltre due settimane malgrado un impegno dei belligeranti a rispettare la tregua entrata in vigore domenica scorsa a mezzanotte. Mercoledì scorso, sempre in questa regione, un gruppo di ribelli huthi aveva mortalmente colpito un generale e ferito sei soldati. Il cessate il fuoco è stato violato a più riprese nello Yemen dalla sua entrata in vigore, mentre lunedì prossimo dovrebbero iniziare in Kuwait colloqui di pace — sotto l’egida dell’Onu — tra le parti in conflitto.

In questi due anni di guerra, secondo fonti dell’Onu, almeno 6300 persone sono morte, per la maggioranza civili, e oltre 30.000 sono rimaste ferite: quasi due milioni e mezzo sono gli sfollati e l’80 per cento della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria.

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