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Nel Mediterraneo si continua
a morire

· Naufragio al largo delle coste turche ·

Un campo profughi sull’isola greca di Kios (Afp)

Tragedia al largo delle coste della Turchia. Almeno quattro corpi sono stati recuperati dalla guardia costiera di Ankara a seguito di un naufragio nel mar Egeo, a sud-ovest di Bodrum. Secondo l’agenzia statale Anadolu, è affondato un gommone, diretto probabilmente in Grecia, con a bordo 31 persone. Tra queste, altre quattro persone sono state soccorse, mentre 23 risultano disperse. Si tratta del primo naufragio con vittime da settimane nel mar Egeo, dove peraltro il flusso di profughi e migranti si è ridotto a seguito dell’accordo di marzo tra Ue e Turchia. Mentre l’Unione europea continua a sollecitare solidarietà tra i paesi membri ricordando il peso che grava su Grecia e Italia per il numero di richiedenti asilo, il ministro dell’interno della Repubblica Ceca, Milan Chovanec, ha confermato che Praga sino alla fine dell’anno prossimo non accoglierà più alcun migrante. «Non permettiamo l’ingresso sul territorio ceco a nessuno che non ci vuole stare e che non passerà attraverso i controlli di sicurezza», ha dichiarato Chovanec a giornalisti, facendo implicito riferimento ai migranti che puntano ad andare in Germania e in altri paesi. Nell’ambito del sistema della ripartizione Ue dei profughi, la Repubblica Ceca dovrebbe accogliere 2691 migranti, dall’Italia e dalla Grecia, entro la fine del 2017. Secondo i dati della commissione europea, però, ne ha accolti finora soltanto 12, provenienti dalla Grecia.

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17 luglio 2019

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