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Ancora proteste
in Bosnia ed Erzegovina

· Lunedì visita dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell'Ue ·

Alcune centinaia di persone manifestano anche oggi a Sarajevo, davanti alla sede della presidenza bosniaca, dove il traffico è bloccato, ma senza incidenti di rilievo. Si tratta per lo più di operai di aziende locali, privatizzate e poi fallite o ridotte sull’orlo del fallimento.

Proteste di manifestanti a Sarajevo (Reuters)

Come riferiscono i media nella capitale, per lunedì prossimo è atteso l’arrivo a Sarajevo dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell'Unione europea, Catherine Ashton, e del commissario Ue all’Allargamento, Štefan Füle, intenzionati a mediare nel duro braccio di ferro fra politici e manifestanti, che chiedono le dimissioni in blocco dell’intero Governo della Federazione croato-musulmana , una delle due entità che, con la Republika Srpska (entità a maggioranza serba), compongono la Bosnia ed Erzegovina. La scintilla che ha scatenato le proteste di piazza è stata il fallimento di ben cinque fabbriche a Tuzla, un tempo principale polo industriale del Paese balcanico

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26 maggio 2019

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