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Ancora nessun argine all’ebola

· Secondo l’Oms è l’emergenza sanitaria più complessa degli ultimi anni ·

Non si riesce ancora ad arginare in Africa occidentale l’epidemia di ebola. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha parlato della diffusione del virus come dell’emergenza sanitaria più complessa degli ultimi anni e ha ammonito che l’epidemia potrebbe colpire oltre ventimila persone.

Secondo gli ultimi dati aggiornati l’ebola ha già causato 1552 morti. I casi di contagio finora sono 3062, tutti accertati nei quattro Paesi colpiti dall’epidemia, cioè Guinea, dove il virus si è manifestato inizialmente, Liberia, dove si è registrato finora il maggior numero di vittime, Sierra Leone e da ultima la Nigeria. Sembrano invece dovuti a un focolaio diverso i casi accertati di recente nella Repubblica Democratica del Congo.

In Africa occidentale l’epidemia si sta diffondendo in un «numero notevole di località», ha avvertito l’Oms, ribadendo la necessità di una risposta «potente e coordinata». L’Oms ha messo a punto un piano per combattere il contagio nei quattro Paesi africani, con particolare attenzione alle zone più affollate, come le capitali, e ai porti maggiori. L’obiettivo dichiarato è di invertire nei prossimi tre mesi la tendenza all’aumento dei casi (il 40 per cento sono stati accertati nelle ultime tre settimane) e delle nuove zone infette, per poi porre fine a ogni trasmissione residua in un periodo tra sei e nove mesi. Per rispondere all’emergenza, secondo l’Oms servono 12.000 operatori sanitari locali nei Paesi più colpiti oltre ai 750 internazionali.

Il costo stimato per contenere l’epidemia nei prossimi sei mesi è di 370 milioni di euro, una cifra che non include le spese per assicurare i servizi essenziali nei Paesi colpiti. Un progetto più ampio, guidato dall’Onu, partirà entro settembre e si concentrerà su sicurezza alimentare, approvvigionamento di acqua, igiene, istruzione e sanità. 

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26 febbraio 2020

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