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Ancora morti nel Mediterraneo

· Ritrovati i cadaveri di due bambine siriane a largo delle coste turche ·

Si fa più acceso il dibattito sui controlli alle frontiere

Nuova tragedia dell’immigrazione nelle acque del Mediterraneo. La Guardia costiera di Antalya ha reso noto il ritrovamento dei cadaveri di due bambine di 7 e 11 anni, entrambe di nazionalità siriana, decedute in seguito al ribaltamento di un gommone che cercava di raggiungere la Grecia dalle coste turche.

Migranti fermi al confine tra Grecia ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (Reuters)

L’operazione — stando alla ricostruzione fornita dalle autorità turche — ha permesso alla Guardia costiera di trarre in salvo 18 migranti, mentre tre risultano al momento i dispersi. È un flusso senza fine quello dei siriani che dalla Turchia cercano di raggiungere l’Europa, così come senza fine sembrano essere le morti dovute a ribaltamenti di imbarcazioni di emergenza utilizzate nell’attraversamento. In base ai dati forniti dall’Unicef (il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), sarebbero 185 i bambini morti nel solo 2015. Sul piano politico, il confronto resta particolarmente acceso, soprattutto dopo la decisione della Commissione Ue di proporre l’istituzione di una Guardia di frontiera unica europea, che rappresenterebbe una nuova cessione di sovranità nazionale da parte degli Stati membri. È stata inoltre proposta ieri una modifica mirata del codice Schengen per rendere obbligatori i controlli sui cittadini Ue in entrata e in uscita dalle frontiere esterne.

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20 maggio 2019

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