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Ancora morti per le elezioni in Kenya

· In scontri con la polizia durante la ripetizione del voto ·

Scontri nelle strade e bassa affluenza hanno caratterizzato, ieri, la ripetizione delle elezioni presidenziali in Kenya. Una persona ha perso la vita, oggi, in scontri con la polizia nella contea di Bungoma. Ieri, invece, tre persone erano state uccise, sempre in scontri con la polizia, a Kisumu ed una nella vicina contea di Homa Bay. 

Contenitori di schede elettorali a Kisumu (Ap)

Le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco sulla folla che impediva l’apertura dei seggi elettorali. Si sono registrate proteste anche in altre città del paese, come nella capitale Nairobi. A causa delle violenze le autorità keniote hanno rinviato, in quattro contee, il voto a domani, sabato. La commissione elettorale ha reso noto, oggi, che appena un terzo degli elettori kenioti registrati, sei milioni e mezzo di persone, si è recata alle urne nella giornata di ieri. Un’affluenza molto bassa, tenendo anche conto che l’8 agosto le stesse consultazioni, vinte dal presidente in carica Kenyatta e poi annullate dalla corte suprema per irregolarità, avevano visto una partecipazione dell’ottanta per cento degli elettori. Più di un seggio su dieci, secondo la commissione, non ha potuto aprire per «motivi di sicurezza», a causa delle proteste dei manifestanti dell’opposizione. Il candidato dell’opposizione Raila Odinga, che si era tirato fuori dalla contesa elettorale non essendo presenti, a suo dire, le condizioni minime per garantire elezioni regolari, aveva invitato i suoi elettori a boicottare il voto. Lo stesso Odinga aveva chiesto lo svolgimento un nuovo voto libero e democratico. Sembra assai probabile che a trionfare nelle consultazioni sarà il presidente Uhuru Kenyatta, rimasto praticamente senza avversari e con la quasi totalità dei sostenitori dell’opposizione che ha boicottato il voto.

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26 agosto 2019

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