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Ancora morti

· Sette cadaveri di migranti recuperati nel Mediterraneo ·

Un’altra tragedia legata all’immigrazione. I cadaveri di sette migranti sono stati recuperati ieri al largo delle coste libiche durante una serie di operazione di soccorso coordinate dalla Guardia costiera italiana, che hanno consentito di trarre in salvo oltre 3300 persone dirette verso l’Europa. I cadaveri erano a bordo di due gommoni: su uno ne sono stati recuperati quattro, sull’altro tre. Gli interventi di soccorso sono stati in tutto 24 e sono stati coordinati dal meccanismo europeo Frontex per la gestione delle frontiere esterne.

Migranti soccorsi nel canale di Sicilia (Afp)

E intanto, sempre ieri, un commando armato a bordo di un’unità con le insegne della Guardia costiera libica ha attaccato un gommone di migranti al largo della Libia causando almeno 25 morti. Alcuni degli aggressori hanno iniziato a colpire le persone sul natante che si sono spostate tutte insieme sul lato opposto dell’imbarcazione che ha inziato a sgonfiarsi. Molti sono caduti in acqua. Dopo l’agguato, i superstiti sono stati tratti in salvo da una nave tedesca. Sul piano politico, Italia, Francia e Germania sono pronte a unire le forze per avviare un piano di rimpatri dei migranti illegali. L’accordo è stato trovato ieri durante un vertice a Roma tra i rispettivi ministri dell’interno: Angelino Alfano, Bernard Cazeneuve e Thomas De Mazière. I tre paesi puntano a coordinare le misure nazionali per rimandare in patria chi è arrivato nei tre paesi senza avere lo status di richiedente asilo. Contemporaneamente i governi chiederanno un impegno «serio e massiccio» della Commissione europea e di Frontex per incrementare da subito i rimpatri volontari e assistiti. Con i ricollocamenti praticamente fermi (solo 1318 profughi sono stati trasferiti finora dall’Italia rispetto ai 40.000 in due anni previsti dal piano Juncker), rimandare indietro chi si trova in una posizione irregolare «diventa essenziale per alleggerire la pressione migratoria» dicono i ministri. Quest’anno sono sbarcati in 150.000 sulle coste italiane: la quota maggiore (il 21 per cento) è rappresentata da nigeriani; ci sono poi tanti gambiani, senegalesi, ivoriani.

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21 settembre 2019

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