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​Ancora migranti morti nel Mediterraneo

· ​All’Onu si apre la conferenza internazionale ·

Migranti originari del Niger a bordo di un’imbarcazione dei soccorsi spagnoli (Ap)

Non conoscono tregua gli sbarchi di rifugiati e migranti sulle coste italiane. Una donna sudanese di 36 anni incinta, che stava affrontando il viaggio in mare con il marito e le due figlie, e una nigeriana, anche lei incinta, sono due delle cinque vittime arrivate ieri al porto commerciale di Augusta. In totale, sono sbarcati 653 migranti, tra cui appunto i 5 cadaveri. Tra le salme anche un ventenne del Bangladesh e altre due donne che devono essere ancora identificate. Le forze dell’ordine italiane hanno fermato sei scafisti accusati di traffico di esseri umani. Sulla questione dell’immigrazione è intervenuto ieri il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che in un’intervista è tornato a chiedere un nuovo intervento dell’Unione europea. «L’Italia se necessario farà da sola: sappiamo come fare. Ma allora l’Europa ammetta di aver fallito e dica che gli egoismi sono più forti della politica. Non possiamo lasciar esplodere il problema dell’immigrazione per l’incapacità dell’Europa» ha spiegato Renzi. E mentre nel Mediterraneo la situazione resta esplosiva, si apre oggi al palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a margine dell’assemblea generale, il summit internazionale sulle migrazioni. «Al mondo ci sono circa 65 milioni di persone che hanno bisogno di protezione o sono sfollate, perché una serie di crisi vecchie e nuove si sono accumulate, sono senza soluzione» ha dichiarato ieri l’alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi. 

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19 maggio 2019

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