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Alla ricerca di dispersi sotto il ponte crollato

· Sono 38 le vittime accertate mentre finisce sotto accusa il sistema di manutenzione ·

Dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova avvenuto la mattina del 14 agosto e costato la vita ad almeno 38 persone — questo il bilancio ancora provvisorio — si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti, anche se le speranze di trovare qualcuno in vita sono poche. Intanto domani sono stati organizzati funerali di stato per le vittime, ma sei famiglie hanno reso noto di preferire per i loro cari esequie in forma privata nelle città d’origine e alcuni funerali sono stati celebrati già questa mattina. Il governo ha proclamato il lutto nazionale per domani e decretato lo stato di emergenza per 12 mesi.

Soccorritori al lavoro tra le macerie del  ponte Morandi (Ansa)

Al momento, come detto, il bilancio provvisorio è di 38 morti, tra i quali tre bambini, e di 15 feriti ricoverati, di cui due in pericolo di vita. Inoltre, «ci potrebbero essere ancora tra le 10 e le 20 persone disperse», ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi. C’era chi stava andando in vacanza, chi rientrava dal mare e chi invece era al volante per lavoro quando poco prima di mezzogiorno di martedì 14 agosto una parte del ponte Morandi è crollato, trascinando giù per quasi cento metri auto e tir. Un tratto di a10 lungo duecento metri, all’altezza di Genova Voltri, che si è letteralmente sbriciolato per cause da accertare. E sono oltre 600 le persone sfollate dalle case evacuate che si trovano sotto una parte di ponte non crollato, ma in bilico.

Più di mille operatori del servizio nazionale della Protezione civile, tra vigili del fuoco, forze di polizia, operatori sanitari e volontari, sono impegnati nelle operazioni di soccorso. Per la terza notte consecutiva, si è lavorato con ruspe e martelli pneumatici per cercare di aprire un varco tra gli enormi blocchi di cemento. In due punti si stanno concentrando le ricerche delle persone che ancora mancano all’appello: il basamento del pilone crollato, all’altezza dell’argine sinistro del Polcevera, e il blocco di ponte precipitato sulla ferrovia. L’enorme blocco di cemento piantato in mezzo al torrente è stato abbattuto nella notte. La priorità, dopo aver trovato le persone che ancora risultano disperse, sarà quella di cominciare a portare via le macerie dal Polcevera, prima che arrivi la pioggia. Sono terminate, invece, le ricerche sull’argine destro del torrente, quello dove c’è il deposito Amiu e sono in corso le operazioni di bonifica.

Intanto, in questi giorni sono state molte le polemiche tra forze politiche sulle presunte responsabilità per il rinvio di interventi che diversi tecnici avevano invocato e per i quali l’Ue aveva assicurato fondi. Ma a parte le decisioni sul piano politico, si discute sull’operato della società Autostrade, alla quale il presidente del consiglio dei ministri ha minacciato di revocare la concessione, decisione che però comporterebbe un prezzo molto salato per lo stato. Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, da parte sua, ha sottolineato che di revoca si parlerà più avanti, mentre nell’immediato la società deve sostenere le dovute spese. Non c’è dubbio che ad Autostrade toccassero onere e vincolo di manutenzione del viadotto.Sul fronte delle indagini, ha spiegato il procuratore capo di Genova Cozzi, tra le ipotesi di reato — al momento tutte a carico di ignoti — c’è anche quella di «omicidio colposo stradale» anche se «è prematuro perché dipende tutto dalle possibili configurazioni di scenario», ha sottolineato Cozzi. Si potrebbero anche configurare i reati di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo. Gli atti cautelari (perquisizioni, sequestri e acquisizioni) nell’ambito delle indagini sono ancora «in fase di individuazione», ha confermato Cozzi.

In questi giorni, il titolo in borsa di Atlantia, la società che controlla Autostrade per l’Italia (il cui principale azionista è la famiglia Benetton), dopo una perdita iniziale del 22 per cento si è attestato nelle ultime ore ha recuperato.

Domani i funerali di stato si svolgerà alla Fiera e saranno celebrati dall’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, il quale, subito dopo la tragedia, ha rivolto un pensiero accorato a tutte le vittime, ha ricordato lo spirito di solidarietà del capoluogo della Liguria e ha lanciato un appello a «guardare al futuro con sempre maggiore responsabilità, con prudenza e con spirito costruttivo».

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