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Ancora combattimenti
in Libia

· ​Aiuti dell’Unicef per le famiglie di Tripoli ·

 L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha aggiornato a 272 morti il bilancio dei combattimenti in Libia, che non accennano a diminuire. Un tweet diffuso nella notte dall’agenzia dell’Onu precisa che i feriti sono 1.282, mentre gli sfollati sono più di 35.000.

Scontri a Ain Zara  nei pressi di  Tripoli (Reuters)

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) informa che sono in corso interventi per il trasferimento urgente di molte persone in aree più sicure.

Situazione difficile anche nel centro di detenzione di Qasr Ben Ghashir, sobborgo a sud di Tripoli conteso fra il governo di concordia nazionale e le forze di Khalifa Haftar. Secondo l’Oim, l’agenzia sulle migrazioni dell’Onu, alcuni migranti sono rimasti feriti in modo grave da colpi d’arma da fuoco sparati nel centro.

L’autoproclamato Esercito nazionale libico, che fa capo al generale Khalifa Haftar, ha intanto rivendicato di avere abbattuto un caccia delle forze fedeli al governo di concordia nazionale, ma la notizia è stata smentita dalle truppe di Tripoli.

Nonostante i ripetuti scontri a fuoco, un aereo noleggiato dall’Unicef è atterrato all’aeroporto di Misurata (Libia nordoccidentale) con 18 tonnellate di aiuti di emergenza di cui c’è urgente bisogno per i bambini colpiti dal conflitto e le loro famiglie a Tripoli e dintorni.

I sanguinosi combattimenti hanno coinvolto circa un milione e mezzo di persone, tra cui 500.000 bambini.

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25 agosto 2019

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