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Ancora alta la tensione
fra Iran e Usa

· L’Arabia Saudita aderisce alla coalizione per la sicurezza nel Golfo ·

Una delle raffinerie colpite in Arabia Saudita (Reuters)

L’Arabia Saudita dovrebbe vedere l’attacco alle strutture petrolifere della società nazionale petrolifera Aramco come un avvertimento per porre fine alla sua guerra nello Yemen: lo ha detto oggi il presidente iraniano Hassan Rohani durante una riunione di gabinetto a Teheran, secondo quanto riporta l’emittente televisiva di stato iraniana. «Non hanno colpito un’ospedale, non hanno colpito una scuola, non hanno colpito il bazar di Sanaa. Hanno colpito semplicemente un centro industriale per mettervi in guardia. Traetene la lezione», ha detto Rohani. Le parole di Rohani arrivano mentre gli Stati Uniti sono sempre più determinati nell’attribuire proprio a Teheran la responsabilità degli attacchi alle raffinerie. La tensione è sempre molto alta: ieri il presidente Usa ha detto di non voler incontrare Rohani in occasione della prossima assemblea generale delle Nazioni Unite a New York mentre sul fronte militare è da registrare la decisione da parte dell’Arabia Saudita di entrare a far parte della coalizione di paesi che invieranno uomini e mezzi a controllare la sicurezza della navigazione nel Golfo. Intanto, dopo l’impennata dei prezzi del petrolio a seguito degli attacchi, Riad ha fatto sapere che la produzione delle raffinerie colpite tornerà regolare già a fine mese.

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19 febbraio 2020

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