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​Ancora in Afghanistan

· ​Nessun ridimensionamento della presenza militare statunitense nel 2015 ·

Ancora un anno. Almeno un anno. È la flessibilità accordata agli Stati Uniti, su richiesta del presidente afghano, Ashraf Ghani, rinviando di fatto — o almeno rallentando — il processo di ritiro dal Paese. Lo ha annunciato ufficialmente oggi il presidente Barack Obama, ricevendo Ghani per la prima volta a Washington.

Il capo della Casa Bianca ha confermato che i quasi diecimila militari presenti in Afghanistan vi resteranno per tutto il 2015. Una certa flessibilità sulla tabella di marcia, ha detto, si è resa necessaria per permettere che vere riforme vengano attuate nel Paese. Un periodo che permetterà alle «forze afghane di riuscire», come chiesto da Ghani, da sei mesi alla guida del Paese, che oggi a Washington ha ringraziato i «contribuenti americani». Ma anche come suggerito dai vertici militari statunitensi. «L’Afghanistan resta un posto molto pericoloso» ha spiegato Obama, che ha anche ribadito di volere «fare tutto il possibile per aiutare le forze afghane ed è per questo che vale la pena restare ancora». Il piano originale era di ridurre le truppe americane in Afghanistan fino a 5.500 unità, quasi la metà di quelle presenti attualmente. Le difficoltà sul terreno però hanno da settimane alzato il livello di attenzione, mentre da tempo trapelano indiscrezioni sulla convinzione di esperti e militari che andare via, o ridurre come previsto, aggraverebbe la situazione. 

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18 ottobre 2019

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