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​Anche disprezzo e indifferenza
uccidono

· ​L’udienza generale sul Decalogo ·

Ken Law, «Indifferenza»

Anche l’insulto, il disprezzo e l’indifferenza nei confronti degli altri «possono uccidere». Lo ha ribadito il Papa rilanciando un tema ricorrente del proprio magistero all’udienza generale di mercoledì 17 ottobre, in piazza San Pietro. Nell’ambito del ciclo di catechesi sul Decalogo, il Pontefice ha proseguito la riflessione sul quinto comandamento iniziata la settimana precedente, e commentando il brano biblico tratto dal Vangelo di Matteo (5, 21-24), ha equiparato questi tre atteggiamenti all’odio omicida. Soffermandosi in particolare sul primo, con un’aggiunta al testo preparato, ha constatato come «noi siamo abituati a insultare. E ci viene un insulto come se fosse un respiro». Ma, ha avvertito, «Gesù ci dice: “Fermati, perché l’insulto fa male, uccide”». E lo stesso accade con il disprezzo, considerato «una forma per uccidere la dignità di una persona». Ecco perché, ha auspicato Francesco, «bello sarebbe che questo insegnamento di Gesù entrasse nella mente e nel cuore» di ognuno.

Nella consapevolezza che «nessun codice umano equipara atti così differenti assegnando loro lo stesso grado di giudizio», il Papa ha quindi fatto notare come invece «coerentemente Gesù» inviti addirittura a interrompere l’offerta del sacrificio nel tempio se ci si ricorda che un fratello è offeso nei nostri confronti, per andare a cercarlo e riconciliarsi. Di conseguenza, «anche noi, quando andiamo alla messa, dovremmo avere questo atteggiamento di riconciliazione con le persone con le quali abbiamo avuto dei problemi». Al contrario, nella pratica «mentre aspettiamo» il celebrante «si chiacchiera un po’ e si parla male degli altri». Ma, ha raccomandato il Pontefice, «questo non si può fare. Pensiamo alla gravità dell’insulto, del disprezzo, dell’odio: Gesù li mette sulla linea dell’uccisione». Del resto, ha chiarito con esempi concreti, «per offendere l’innocenza di un bambino basta una frase inopportuna. Per ferire una donna può bastare un gesto di freddezza. Per spezzare il cuore di un giovane è sufficiente negargli la fiducia. Per annientare un uomo basta ignorarlo. L’indifferenza uccide. È come dire all’altra persona: “Tu sei un morto per me”».

Insomma, ha concluso il Papa, «non amare è il primo passo per uccidere; e non uccidere è il primo passo per amare».

L’udienza generale

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24 ottobre 2019

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