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Ampliare il punto di vista sulla salute

· ​La medicina genere-specifica ·

La medicina di genere, o meglio “genere-specifica”, rappresenta un modo nuovo di guardare al tema della salute in tutte le sue varie declinazioni, indispensabile per garantire l’equità nel campo della medicina secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità: cioè la capacità di curare l’individuo in quanto essere specifico e appartenente a un determinato genere. Gli aspetti innovativi introdotti dalla medicina genere-specifica sono stati presentati il 21 e 22 marzo a Roma in un importante convegno organizzato dal Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Istituto superiore di sanità.

Giorgio De Chirico, «Ettore e Andromaca»

Unico in Europa e nato di recente in seguito alla ristrutturazione dell’istituto, il centro diretto da Walter Malorni è stato fortemente voluto dal presidente Walter Ricciardi ed è segno dell’interesse crescente che si registra in Italia per la medicina di genere, sia a livello scientifico che istituzionale. Un intervento del convegno, affidato alla relatrice Paola Boldrini, è stato dedicato infatti alle proposte di legge sulla medicina di genere, in particolare la 3603, che mira a favorire l’applicazione e la diffusione della medicina di genere nel paese.

La medicina genere-specifica si occupa delle differenze fisiologiche e fisiopatologiche tra i due sessi in grado di influire sullo stato di salute e di malattia, come pure degli aspetti socio-economici e culturali che contribuiscono a determinare differenze nell’insorgenza, nella diagnosi e nella cura delle malattie in tutte le età della vita. I termini sesso e gender si riferiscono, rispettivamente, agli aspetti biologici e socioculturali delle differenze tra uomini e donne.

L’approccio di genere in tutte le branche della medicina (dagli studi preclinici su cellule e animali, agli studi clinici e alla farmacologia) amplia perciò il punto di vista della salute includendo anche i fattori ambientali, sociali e culturali responsabili delle differenze di genere. Lo stato di salute è infatti influenzato dagli aspetti biologici legati al sesso, ma anche da aspetti socio-culturali legati al genere, e solo attraverso una medicina di genere si può raggiungere l’obiettivo di una medicina di precisione, personalizzata, che metta al centro il paziente nella sua complessità e individualità.

La medicina di genere non è dunque una nuova specialità, ma si prefigura come una medicina traslazionale che integra trasversalmente le informazioni sul paziente che provengono dalle diverse discipline per offrire soluzioni personalizzate di prognosi, prevenzione, screening e terapia. La struttura del Centro di riferimento per la medicina di genere è stata articolata in Unità operative per poter rispondere alla multidisciplinarità dell’approccio di genere.

Differenze tra uomini e donne si osservano nella frequenza, nella sintomatologia e nella risposta alle terapie di numerose malattie: infettive, cardiovascolari, neurodegenerative, metaboliche, respiratorie, immunitarie e oncologiche. Ad esempio, le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nella popolazione, presentano un profilo diverso tra donne e uomini, e i sintomi di infarto sono diversi nei due sessi, tanto che occorre tener presente le differenze di genere già a partire dalla diagnosi.

Sotto il profilo farmacologico, è particolarmente sentita la necessità di disegnare farmaci specifici per i due sessi, anche per aumentare la sicurezza dei trattamenti, stante la maggiore percentuale di reazioni avverse nelle donne. A fronte di ciò, la maggior parte dei trials clinici condotti ha finora privilegiato l’inclusione negli studi di soggetti di sesso maschile: le donne sono presenti solo nel 30 per cento degli studi clinici di fase 3 e sono assenti negli studi di fase 1, pur facendo un uso maggiore di farmaci degli uomini (42 per cento vs 32 per cento). In Italia, l’Agenzia del farmaco si è espressa nel 2011 con una dichiarazione a favore della medicina di genere prevedendo l’inclusione delle donne nei trials clinici.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche agli aspetti formativi e informativi legati alla medicina di genere, ed è da segnalare la presenza in Italia di una rete di diffusione più ampia rispetto a tutti gli altri paesi europei. Il network italiano, oltre all’Istituto superiore di sanità che pubblica una newsletter (da richiedere all’indirizzo mdg@iss.it), include numerosi poli (tra cui il Centro studi nazionale su salute e medicina di genere di Padova, diretto da Giovannella Baggio). Per approfondire le tematiche del genere e proporre un documento strategico come base degli interventi per lo sviluppo di prevenzione e terapia genere-specifica.

di Mariella Balduzzi

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15 settembre 2019

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