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Per amore della Chiesa

· ​Il segretario di Stato ricorda il cardinale Rafael Merry del Val ·

L’alto profilo spirituale del cardinale Raffaele Merry, a centocinquant’anni dalla nascita, è stato ripercorso dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nella messa celebrata sabato mattina, 3 ottobre, nella basilica vaticana.

«Merry del Val — ha spiegato il porporato — ha alimentato la sua vita con un atteggiamento interiore di fede e abbandono fiducioso a Dio. Appena diciottenne, alle obiezioni che il padre, diplomatico di Spagna in Inghilterra, gli muoveva per l’apparente perdita dei suoi apprezzati interessi mondani, seppe rispondere convinto e sereno: “Per Dio si sacrifica tutto”». Proprio «a questo programma fu fedele per tutta la vita: una vita ricca di fiducia nell’azione di Dio nella storia degli uomini». Così «si trovò in perfetta sintonia spirituale, nonostante la diversità di provenienza e di percorso formativo, con l’altro grande uomo di fede, al cui diretto servizio fu inaspettatamente chiamato dopo il conclave dell’agosto 1903, san Pio X, che della “restaurazione di ogni cosa in Cristo” aveva fatto il suo programma». E «in questa convinzione di fede si radicò la condivisione del comune servizio alla Chiesa, come Papa Sarto gli disse fin dall’inizio: “Lavoreremo insieme, soffriremo insieme per amore della Chiesa”. Entrambi erano determinati che solo Dio fosse annunciato, conosciuto e amato, non solo dalla Chiesa, ma da tutta la società».

Nell’omelia il cardinale Parolin non ha mancato di ricordare il gesto significativo con cui Merry del Val sostituì il «rinfresco nel giorno della sua ordinazione episcopale con l’invito a pranzo di duecento poveri di Roma e la destinazione dei suoi beni personali per le missioni povere».

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22 febbraio 2020

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