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Amnistia per i manifestanti in Ucraina

· Sgomberato il municipio di Kiev ·

Kiev, 17. Dopo quasi tre mesi, la grave crisi politico-istituzionale che sta attanagliando l’Ucraina potrebbe essere arrivata a una svolta positiva. Il procuratore generale, Viktor Pshonka, ha infatti annunciato stamane che le condizioni per l’applicazione di una legge d’amnistia per i manifestanti antigovernativi sono state soddisfatte e tutte le accuse relative a reati penali contro gli oppositori verranno lasciate cadere.

Oppositori nella sede del municipio della capitale (Ansa)

Lo aveva garantito nei giorni scorsi all’opposizione il presidente, Viktor Ianukovich, a patto che le sedi governative occupate — alcune da mesi — fossero sgomberate. L’ultima, il municipio di Kiev, uno dei simboli della protesta, è stata liberata ieri sera dai dimostranti, scesi in piazza da oltre due mesi per chiedere un avvicinamento all’Europa.

Certo, anche il Governo ha dovuto fare delle concessioni: dopo il siluramento del premier, Mikola Azarov, e l’abrogazione delle leggi anti-protesta, venerdì scorso la procura generale ha annunciato la scarcerazione di tutti i 234 manifestanti arrestati. Non pochi restano comunque ai domiciliari.

Opposizione e dimostranti chiedono un’importante riforma costituzionale che limiti i poteri del capo dello Stato, ritornando, di fatto, al testo del 2004, e inoltre premono per elezioni presidenziali e legislative anticipate con il dichiarato obiettivo di dare la spallata definitiva al Governo del presidente Ianukovich.

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19 agosto 2019

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