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Amman cancella una parte
del trattato con Israele

· ​La Giordania intende recuperare le aree agricole concesse nel 1994 ·

La Giordania non intende rinnovare una parte degli annessi del trattato di pace con Israele del 1994, che scadono il prossimo anno. Una mossa annunciata ieri a sorpresa da re Abdallah e tesa — ha spiegato il monarca — a ripristinare la «completa sovranità» del regno hashemita sui suoi territori.

La disdetta di Amman riguarda l’affitto di 25 anni di due aree agricole di confine tra Giordania e Israele. La prima si trova a sud del lago di Tiberiade, nel nord. Proprio qui nel 1997 si consumò un feroce attentato a opera di un soldato giordano che sparò su un gruppo di studentesse israeliane uccidendone sette. Fu lo stesso re Hussein, padre di Abdallah, a recarsi in Israele per porgere le proprie condoglianze ai familiari. La seconda area si trova a sud nel deserto del Neghev. Aree intensamente coltivate da Israele e che ora, se non si rinnoverà l’intesa, dovranno tornare alla Giordania. «La nostra priorità in questi ambiti regionali — ha detto il re — è quella di proteggere i nostri interessi e fare ciò che è necessario per la Giordania e i giordani».

L’annuncio di Abdallah ha destato preoccupazione in Israele, anche se nel caso specifico si parla di annessi. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha subito detto che Israele intende avviare trattative con la Giordania «per verificare la possibilità di un’estensione delle intese esistenti» che fanno parte di un trattato «importante e prezioso per entrambi i paesi». La notizia dell’intenzione giordana è giunta nello stesso giorno in cui il gabinetto di difesa israeliano ha approvato la scelta di Netanyahu di dare alcune settimane di proroga alla sentenza della corte suprema che impone la demolizione del villaggio beduino di Khan al-Ahmar in Cisgiordania, in quanto costruito illegalmente.   

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