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Ambiguità del male

· Il vescovo Hudal e la fuga dei nazisti ·

Il 28 maggio a Roma viene presentato il libro di Dario Fertilio L’anima del Führer. Il vescovo Hudal e la fuga dei nazisti in Sud America (Venezia, Marsilio, 2015, pagine 216, euro 16,50). Sono previsti gli interventi di Stefano Folli e del direttore dell’Osservatore Romano.

Maria in trono con il Bambino Gesù invocata da figure piangenti (Santa Maria dell’Anima, Roma)

«Un vescovo fuori dal mondo. Con le migliori intenzioni del mondo. Ma anche le peggiori»: così John Burns, generale di brigata neozelandese, definisce il vescovo austriaco Hudal, rettore del collegio di Santa Maria dell’Anima, che l’ha nascosto per mesi — e poi fatto fuggire — dalla Roma occupata dai nazisti. «Non fa distinzioni fra noi e loro, capisce?» spiega infatti Burns al responsabile dei servizi segreti alleati. L’inquietante Alois Hudal, scrive Lucetta Scaraffia, è un nazista appassionato, crede che Hitler sia stato inviato da Dio e che proprio per questo sia necessario convertirlo: «Un vero socialismo nazionale tedesco potrebbe essere — se nutrito al suo interno da un cristianesimo sociale — la nostra grande occasione. La speranza». Pio xii si rifiuterà sempre di riceverlo, ma non solo gli permetterà di svolgere un ruolo chiave nella Roma occupata dai tedeschi, e poi dagli alleati, ma gli affiderà anche un compito importante, come quello di scrivere una lettera al comandante tedesco per invocare la sospensione del rastrellamento degli ebrei romani. Non si sa se per effetto della lettera del vescovo austriaco, ma l’operazione contro gli ebrei fu sospesa.

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26 maggio 2019

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