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Altri tre morti nelle manifestazioni in Venezuela

· Bloccata la principale arteria stradale di Caracas ·

Quella appena trascorsa è stata un’altra notte di scontri e saccheggi in Venezuela, dove la protesta dell’opposizione sta degenerando in rivolta sociale, apparentemente fuori dal controllo del governo o delle forze politiche. Inolte tre persone sono morte nella giornata di ieri durante le manifestazioni contro il governo guidato dal presidente Nicolás Maduro.

Le ultime vittime sono un giovane che è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco durante una manifestazione a Mérida, nell’ovest del paese, e due uomini. Le forze dell’ordine e la procura non hanno precisato se si tratta di oppositori al governo o di sostenitori di Maduro.

Le vittime di ieri portano a un totale di 24 il numero di morti dall’inizio delle proteste. I feriti sono centinaia. Solo ieri almeno cinque persone sono state ricoverate con ferite di arma da fuoco. Due di queste versano in condizioni critiche, secondo informazioni coincidenti pubblicate dalla stampa locale nelle ultime ore.

La procura ha informato di aver aperto un’inchiesta sulla morte di Jesus Sulbaran, 42 anni, a Mérida, e di Renzo Rodríguez, 54 anni, a Barinitas, dello stato di Barinas, uccisi ambedue da colpi di arma da fuoco. Per quanto concerne Sulbaran, nel dare la notizia della sua morte il defensor del pueblo (Ombudsman), Tarek William Saab, lo ha definito «pro governativo», ma il sindaco di Mérida, Carlos García, ha accusato i gruppi armati chavisti, i cosiddetti colectivos, di essere i responsabili della sua morte. In una serie di messaggi su Twitter, García, che appartiene al partito oppositore Primero justicia, ha sostenuto che i colectivos hanno provocato atti di violenza durante l’intera giornata di ieri intervenendo come provocatori nelle manifestazioni antigovernative.

L’opposizione ha convocato una nuova protesta per domani a Caracas, senza precisare se sarà diretta verso la Corte suprema, l’ufficio dell’Ombudsman, o verso il Consiglio nazionale elettorale, perché, hanno sottolineato alcuni organizzatori, «non vogliamo dire con anticipo al regime dove devono installare i loro posti di blocco».

Nella giornata di ieri migliaia di manifestanti dell’opposizione avevano bloccato il traffico sull’autostrada Francisco Fajardo, la principale arteria che attraversa Caracas da est a ovest. Per ore i cortei hanno sostato sull’autostrada in un clima di tranquillità e senza violenza. I manifestanti, soprattutto giovani, si sono bloccati sulla grande arteria con sedie, ombrelli e perfino con tende, con l’intenzione di passarvi tutta la giornata. Sulla Francisco Fajardo non vi è stato alcun intervento delle forze dell’ordine, anche se elicotteri della polizia hanno sorvolato la zona della manifestazione. Ma sulla strada periferica Guarenas-Guatira, a est della capitale, sono state segnalate cariche della polizia, malgrado le quali il blocco del traffico è restato in vigore. Altri sit-in pacifici di protesta si sono registrati negli stati di Anzoátegui (nel nordest del paese), di Barinas (a ovest), di Aragua (nel centro-nord) e di Carabobo (nel centro).

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25 agosto 2019

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