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Altri tre giorni di tregua per Aleppo

· L’Onu annuncia la scoperta di oltre 50 fosse comuni in zone dell’Iraq occupate in passato dall’Is ·

 È stata estesa di altri tre giorni la tregua nella città siriana di Aleppo. Ad annunciarlo è stato il ministero della Difesa russo a notte fonda, qualche minuto prima che scadesse la precedente sospensione dei combattimenti. «Il regime di calma nella provincia di Latakia e nella città di Aleppo è stato esteso dalla mezzanotte del 7 maggio per 72 ore», ha reso noto il ministero della Difesa in un comunicato, «per evitare un ulteriore aggravarsi della situazione». 

Gli Stati Uniti, che hanno lavorato con Mosca per fare pressione sulle parti in conflitto e fermare gli scontri, hanno confermato il prolungamento. «Pur accogliendo questa estensione», ha fatto tuttavia notare John Kirby, portavoce del dipartimento di Stato americano, «il nostro obiettivo è arrivare a un punto in cui non conteremo più le ore e la cessazione delle ostilità sia pienamente rispettata in tutta la Siria».

Nonostante gli impegni presi, ieri si è tuttavia registrato un cruento raid aereo contro un campo profughi nel governatorato di Idlib. L’attacco ha provocato la morte di trenta persone, tra le quali alcuni bambini. Tutte le parti coinvolte nel conflitto hanno però negato qualsiasi responsabilità. «Profondamente scioccato e sconcertato» si è detto l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). Una nuova riunione sulla Siria è in programma per lunedì prossimo a Parigi. E, intanto, oltre 50 fosse comuni sono state scoperte in alcune zone dell’Iraq, un tempo controllate dal cosiddetto Stato islamico (Is). Lo rivela oggi l’inviato dell’Onu, Jan Kubis, al Consiglio di sicurezza parlando di «prove dei crimini atroci» commessi dai jihadisti. La scoperta — ha riferito l’emittente Bbc — è avvenuta negli ultimi tempi dopo che le aree sono passate sotto il controllo delle forze armate di Baghdad.

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