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Altri 4000 caschi blu
in Sud Sudan

· Autorizzati dal Consiglio di sicurezza dopo gli ultimi sanguinosi combattimenti ·

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha autorizzato lo schieramento supplementare di 4000 caschi blu in Sud Sudan, il più giovane Paese del mondo (nato il 9 luglio del 2011) ma da allora insanguinato da continui scontri, interrotti solo da brevi periodi di tregua. Le ultime violenze con centinaia di morti (inclusi due caschi blu cinesi) sono avvenuti a fine luglio.

Posto di controllo nei pressi di Juba (Ap)

A fronteggiarsi sono, da una parte, i sostenitori del presidente Salva Kiir (di etnia dinka), dall’altra, quelli del vice, Riech Machar (di etnia nuer). L’organo esecutivo del Palazzo di vetro nella risoluzione approvata ha anche minacciato il Governo di Juba di imporre un embargo alla vendita di armi se rifiuterà lo schieramento del contingente dell’Onu. Il presidente Kiir è contrario alla presenza di altri soldati stranieri nel Paese (la missione in Sud Sudan coinvolge già 12.000 caschi blu).
Dei quindici membri del Consiglio di sicurezza, undici hanno votato a favore. Si sono astenuti Cina, Russia, Egitto e Venezuela.
Il Sud Sudan, ricco di petrolio ma privo di sbocchi al mare, è uno dei tanti Stati africani funestati da scontri armati causati da motivazioni puramente economiche ma alimentati e spesso celati dietro antiche divisioni etnico-tribali. Dal dicembre 2013 oltre 200.000 civili vivono in otto campi dell’Onu. Di questi sono circa 110.000 le persone che dal Sud Sudan sono fuggite quest’anno in Uganda, come ha reso noto ieri l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), spiegando che 82.000 di loro sono fuggiti nelle ultime cinque settimane dalle violenze scoppiate il mese scorso a Juba tra l’esercito del presidente Salva Kiir e i ribelli dell’ex vice presidente Riek Machar.

L’agenzia dell’Onu per i rifugiati si è quindi detta «estremamente preoccupata» per la rapida escalation della crisi dei rifugiati del Sud Sudan, spiegando che i Paesi vicini e i gruppi umanitari stanno cercando di rispondere alle esigenze delle persone fuggite. Nel 2016 sono invece altri 100.000 i rifugiati che dal Sud Sudan hanno varcato il confine settentrionale per andare in Sudan soprattutto nella prima parte dell’anno e per motivi legati all’insicurezza alimentare. In tutto più di 2,5 milioni di persone hanno abbandonato le loro case dal dicembre del 2013. Tra questi, 930.000 persone sono fuggite in Paesi vicini, ha spiegato l’Unhcr. «Quello che si vede nel Sud Sudan è la quarta situazione peggiore per i rifugiati al mondo dopo la Siria, l’Afghanistan e la Somalia» ha detto il portavoce dell’Unhcr, Adrian Edwards, a Ginevra. La maggior parte di chi è fuggito in Uganda nelle ultime settimana (il 90 per cento sono donne e bambini) ha denunciato violenze sessuali e rapine. «Inoltre gruppi armati stanno rapendo bambini di 23 anni portandoli via da scuola e stanno minacciando la popolazione» si legge in un comunicato dell’Unhcr.

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16 ottobre 2019

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