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Reso pubblico il colloquio
tra Trump e Zelensky

· La conversazione telefonica al centro dell’inchiesta di impeachment ·

Zelensky e Trump nell'incontro a margine dell'Assemblea generale dell'Onu (Afp)

Sono stati resi pubblici ieri i contenuti della telefonata fatta alla fine di luglio dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al neo presidente ucraino Voldymyr Zelensky, che è al centro della procedura di impeachment a carico del capo dello stato annunciata martedì dalla speaker della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi. Dalle pagine contenenti la conversazione tra i due presidenti — che secondo i media statunitensi sarebbero trapelate da fonti anonime di servizi di intelligence — è emerso come Trump abbia incoraggiato Zelensky, a lavorare con il suo avvocato personale, Rudy Giuliani, e il procuratore generale, William Barr, per indagare sull'interruzione di un’indagine per corruzione sulla società nel cui consiglio di amministrazione era presente il figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden, uno dei possibili candidati alle prossime presidenziali. «Si parla molto del figlio di Biden, e che Biden ha bloccato le attività della procura (Ucraina), e molte persone vorrebbero scoprire cosa è successo, quindi qualunque cosa lei potesse fare con il procuratore generale sarebbe grandiosa. Biden si è vantato di aver fermato l’accusa, quindi se riusciste a verificarlo (…) Mi sembra una storia orribile», ha detto Trump a Zelensky, chiedendogli di esaminare le azioni del figlio di Biden e promettendo in cambio lo sblocco di una corposa fornitura militare. Come accennato, Joe Biden attualmente è il favorito nella corsa alla nomination democratica e quindi il probabile avversario di Trump nella corsa alla Casa Bianca. Sembra inevitabile che da qui al novembre del 2020 il possibile impeachment di Trump monopolizzerà lo scenario politico statunitense esattamente come accaduto con Richard Nixon e Bill Clinton, gli altri due presidenti degli Stati Uniti ad aver subìto una procedura simile.

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24 febbraio 2020

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