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In Catalogna
cresce la tensione

· Arresti e perquisizioni effettuate dalla Guardia Civil ·

Manifestazione di protesta  a Barcellona (Afp)

Alta tensione e arresti in Catalogna a pochi giorni dal referendum annunciato dai secessionisti per il primo ottobre. Il presidente della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont, ha convocato una riunione urgente di tutti i suoi ministri, dopo che, questa mattina all’alba, la Guardia civil spagnola ha perquisito diversi uffici del governo regionale e ha arrestato 14 persone, tra cui stretti collaboratori del vicepresidente Oriol Junqueras. Puigdemont ha anche affermato che «la Spagna ha oltrepassato una linea rossa e si sta comportando in maniera antidemocratica», parlando di libertà civili che sono di fatto represse e dell’autogoverno della regione praticamente sospeso. Puigdemont ha anche ribadito che il referendum indipendentista del primo ottobre avrà luogo. Migliaia di persone si sono concentrate davanti alla sede del governo regionale, nel centro di Barcellona, per protestare contro le azioni intraprese dalla Guardia civil. Già ieri sera, un certo numero di persone si erano ritrovate presso la sede delle poste, all’arrivo della Guardia civil, che dopo tre ore di blocco è entrata negli uffici e ha sequestrato alcune buste del governo catalano, presumibilmente collegate con l’organizzazione del referendum. Nei giorni scorsi, la polizia spagnola aveva sequestrato locandine e volantini. Il governo Rajoy si oppone fermamente al referendum. Su richiesta dell’esecutivo, la Corte costituzionale ha sospeso la decisione di Barcellona: Madrid considera illegale il referendum e ha fatto capire che non terrà conto dell’eventuale esito della consultazione. Il ministro delle finanze spagnolo, Cristóbal Montoro, ha confermato il blocco delle finanze del governo di Barcellona deciso venerdì scorso dal governo di Madrid. Rajoy ha spiegato che il suo governo «tutela i diritti di tutti gli spagnoli: i giudici si sono espressi contro il referendum, come democrazia abbiamo l’obbligo di far rispettare la sentenza». Fonti del governo hanno inoltre denunciato che i Mossos d'Esquadra non hanno collaborato nel sedare le proteste dei secessionisti contro le perquisizioni della polizia spagnola.   

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