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All’Onu si discute
di Siria e Libia

· Si apre l’Assemblea generale ·

Quartier generale delle Nazioni Unite a New York (Afp)

Trovare soluzioni per contenere «l’esplosiva situazione in Libia» e per «porre fine alla tragedia della guerra civile in Siria». Di questo si discuterà a New York, dove domani, martedì, si aprono i lavori della settantatreesima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Ieri sera c'è stata la cena offerta dal presidente statunitense Donald Trump ai capi di stato e di governo. Il segretario generale Onu, António Guterres, è tornato ieri a lanciare l’allarme per «la tregua libica a rischio e gli oltre 115 morti dall’inizio degli scontri di Tripoli scoppiati il 26 agosto scorso». Per la Siria ha sottolineato «la necessità di un'azione rapida per affrontare le cause profonde del conflitto e arrivare ad una soluzione politica duratura». Si entrerà nel vivo dei dibattiti domani con il discorso del presidente statunitense. Colloqui bilaterali si sono già svolti tra Trump e il presidente della Corea del sud, Moon jae-in; il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi; il presidente francese Emmanuel Macron. E i ministri degli esteri dell’Ue si sono riuniti per fare il punto con gli inviati in Libia e in Siria: Ghassan Salamè e Staffan de Mistura.

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