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Allo studio del governo
nuove misure per gestire i flussi

· Trasferiti oltre cento migranti dopo la protesta in un centro di accoglienza in Veneto ·

Sono stati dislocati in altre sedi in Emilia Romagna cento migranti ospitati nel centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dove lunedì notte si è registrata una dura protesta da parte degli ospiti sedata grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

L’intervento della polizia nel centro di accoglienza di Cona (Ansa)

A scatenare la rivolta era stata la morte di una giovane donna della Costa d’Avorio, Sandrine Bakayoko, di 25 anni. Anche a seguito degli incidenti nuove misure sarebbero allo studio del governo di Roma per fronteggiare il flusso migratorio. Tra queste l’idea di riaprire i Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Almeno uno in ogni regione. La proposta è stata criticata dalla fondazione Migrantes, organismo della Conferenza episcopale italiana (Cei), che solleva perplessità anche sull’ipotesi di nuovi accordi per favorire i rimpatri, che sarebbero lo scopo di missioni del ministro degli interni Marco Minniti in Tunisia, in Egitto e in Libia. Intanto la portavoce della commissione europea Tove Ernst ha ribadito il sostegno di Bruxelles all’Italia ricordando che sono già stati stanziati 62,7 milioni di fondi di emergenza per sostenere Roma nella gestione degli arrivi di migranti. Nel conteggio è stato incluso anche l’ultimo finanziamento di 28,2 milioni deciso lo scorso 23 dicembre. «La commissione — ha detto Ernst — ha fornito risorse significative, umane e finanziarie, per assistere le autorità italiane a salvare vite in mare e gestire l’arrivo dei migranti. Stiamo sostenendo l’Italia anche attraverso gli hotspot e gli schemi di ridistribuzione dei rifugiati».

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