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Da sorella a sorella

· ​Presentati i risultati della visita apostolica alle suore statunitensi ·

Circa cinquantamila suore di trecentoquarantuno istituti, sia di diritto pontificio sia di diritto diocesano, sono state coinvolte nella visita apostolica alle religiose degli Stati Uniti d’America svoltasi dal 2009 al 2012. 

James B. Janknegt«Visitazione» (2008)

I dati sono stati resi noti durante la presentazione della relazione finale avvenuta nella Sala stampa della Santa Sede, martedì mattina, 16 dicembre. Sono intervenuti il cardinale João Braz de Aviz e l’arcivescovo José Rodríguez Carballo, rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, suor Mary Clare Millea, visitatrice, suor Sharon Holland, presidente del Leadership conference of women religious (Lcwr), suor Agnes Mary Donovan, coordinatrice del Council of major superiors of women religious (Cmswr) e padre Thomas Rosica, assistente del comitato della visita.

Il cardinale Braz de Aviz ha spiegato che la visita apostolica «ha offerto alle religiose nuove opportunità per scoprire la presenza e l’azione salvifica di Dio in una fruttuosa comunicazione con le altre religiose, con i pastori della Chiesa e con i fedeli laici». Il porporato ha anche auspicato che «l’auto-valutazione e il dialogo suscitato dalla visita apostolica continui a dare frutti abbondanti per rivitalizzare e rafforzare gli istituti religiosi nella fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla loro ispirazione fondante». Il cardinale non ha nascosto che la visita apostolica è stata vissuta «con apprensione da alcune suore, come pure della decisione, da parte di alcuni istituti, di non collaborare del tutto nello svolgimento di essa». Nonostante ciò abbia arrecato una certa amarezza, il porporato si è detto disponibile a «instaurare un dialogo rispettoso e fruttuoso con gli istituti che non sono stati pienamente condiscendenti con il corso della visita». Il porporato ha assicurato che il dicastero è impegnato a «collaborare per rispondere alla risoluzione di Papa Francesco che “il genio femminile” trovi espressione “nei diversi luoghi in cui vengono prese le decisioni importanti, tanto nella Chiesa come nelle strutture sociali” ( Evangelii Gaudium, 103)». La celebrazione dell’anno della vita consacrata offre «una buona occasione per lavorare verso quella piena riconciliazione che offrirà a tutti una testimonianza radiante e attraente di comunione fraterna».

Il rapporto finale della visita apostolica(testo in inglese) 

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09 dicembre 2019

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