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Concluso il forum
cattolico-musulmano

· All’insegna del dialogo cordiale e fraterno ·

Una condanna «unanime degli atti di terrorismo, oppressione, violenza nei confronti di persone innocenti», nonché delle persecuzioni, profanazioni di luoghi sacri e distruzione di eredità culturali, è stata espressa a conclusione del terzo forum cattolico-musulmano, tenutosi a Roma dall’11 al 13 novembre. Lo ha reso noto un comunicato del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nel quale si sottolinea che la presentazione degli interventi e i successivi dibattiti — sul tema «Lavorare insieme per servire gli altri» — si sono svolti in un clima cordiale e fraterno.

Partendo dal presupposto che «non è mai accettabile usare la religione per giustificare simili atti o fondere questi atti con la religione», i partecipanti all’incontro hanno concordato sul fatto che esso si sia «svolto in un tempo di gravi tensioni e conflitti nel mondo», per cui è auspicabile una maggiore cooperazione reciproca.

Dopo aver preso atto dei numerosi esempi che ci sono nel mondo «di collaborazione attiva tra cattolici e musulmani in ambito educativo, caritativo e assistenziale», i delegati hanno rilanciato l’importanza dell’«educazione dei giovani — in famiglia, a scuola, all’università, in chiesa o nella moschea — per promuovere il rispetto per gli altri». A tal fine, «i programmi scolastici e i libri di testo dovrebbero riportare un’immagine obiettiva dell’altro». Inoltre i partecipanti hanno ribadito «l’importanza della cultura del dialogo tra le religioni per approfondire la comprensione reciproca», considerata necessaria «per superare pregiudizi, distorsioni, sospetti e generalizzazioni inappropriate, che danneggiano le relazioni pacifiche». Infine «si è ritenuto che il dialogo dovrebbe portare all’azione, specialmente tra i giovani». E a tal proposito i partecipanti «hanno incoraggiato cristiani e musulmani a moltiplicare le opportunità d’incontro e di cooperazione a progetti congiunti per il bene comune».

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