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All’incrocio di due logiche

· ​Durante la messa con i nuovi cardinali nella basilica vaticana Papa Francesco ricorda che la Chiesa non deve emarginare ma reintegrare ·

Festa in rosso porpora, con riflessi e sfumature di vari colori a seconda degli abiti, delle bandiere, delle etnie, delle lingue della variegata assemblea riunita a San Pietro. Europei, latinoamericani, africani, abitanti delle isole del Pacifico: tutti insieme per partecipare alla messa con diciannove dei venti cardinali creati da Papa Francesco nel concistoro di sabato. Intorno all’Eucaristia presieduta dal Pontefice domenica mattina, 15 febbraio, erano 135 porporati — tra i quali Sodano, decano del Collegio, e Parolin, segretario di Stato — con numerosi arcivescovi, vescovi, prelati, sacerdoti, religiosi e religiose, laici.

All'omelia il Papa ha invitato ad approfondire i concetti chiave proposto nella liturgia della Parola: “la compassione di Gesù di fronte all’emarginazione e la sua volontà di integrazione”.

“La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi – ha ricordato il Pontefice – è sempre quella di Gesù: della misericordia e dell’integrazione. Questo non vuol dire sottovalutare i pericoli o fare entrare i lupi nel gregge, ma accogliere il figlio prodigo pentito; sanare con determinazione e coraggio le ferite del peccato; rimboccarsi le maniche e non rimanere a guardare passivamente la sofferenza del mondo. La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero; la strada della Chiesa è proprio quella di uscire dal proprio recinto per andare a cercare i lontani nelle “periferie” essenziali dell’esistenza”.

Il testo integrale dell'omelia del Papa 

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18 giugno 2019

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