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​Alleanze necessarie

· ​La Spagna dopo il voto che ha visto i popolari confermarsi come prima forza ·

Madrid, 27. Il Partido Popular di Mariano Rajoy si conferma primo partito in Spagna con il 33 per cento delle preferenze, conquistando la maggioranza assoluta al Senato ma non al Congresso e, dunque, senza i numeri per governare. E, a dispetto delle prime proiezioni di risultati, Podemos, il partito nato dal movimento di protesta degli indignados, non realizza il previsto sorpasso sui socialisti di Pedro Sánchez.

Festeggiamenti dei popolari  subito dopo la diffusione  dei risultati del voto (Ap)

Il Pp conquista posizioni rispetto al precedente voto di dicembre e rispetto al Partido Socialista Obrero Español, Psoe, che, comunque, difende, con il suo 22 per cento, il secondo posto da Podemos, che arriva al 21,1 per cento. Segue Ciudadanos con il 13 per cento.

Mariano Rajoy, presidente del Governo dal 2011, rivendica innanzitutto il diritto di governare e fa sapere che vuole parlare con tutti ma cominciando con i socialisti di Sánchez. Secondo Rajoy, anche da parte di Sánchez «c’è volontà di dialogo».

In ogni caso, Rajoy fa sapere di sperare in un accordo per la formazione del nuovo Governo entro un mese, dopo che il Parlamento si sarà costituito il 19 luglio.

In particolare, il Pp ottiene 137 seggi su 350 nel Congresso dei deputati. Il Psoe, 85, Podemos 71. Ciudadanos 32. Il partito di Mariano Rajoy conquista invece la maggioranza assoluta nel Senato, con 130 seggi su 208, davanti al Psoe, che ne conquista 43, e il partito Podemos, che ne conquista 16. Rispetto al Senato uscente, il Pp cresce di 6 seggi e il Psoe ne perde 4. I senatori in Spagna non votano la fiducia al Governo ma sono decisivi nelle riforme costituzionali.

In sostanza, vince il partito del presidente del Governo in questo voto che è stato il primo test elettorale in Europa dopo la decisione della Brexit, che ha avuto l’effetto di un terremoto sui mercati e un grande impatto mediatico sulle opinioni pubbliche. In molti valutano il voto in Spagna anche come una reazione al clima di incertezza in Europa, oltre che a mesi di ingovernabilità interna al Paese. Gli analisti parlano di alcuni possibili ma difficili scenari. L'ipotesi più probabile è quella dell’inedita prospettiva di alleanza tra popolari e socialisti. Un’alleanza facile nei numeri, ma delicata da attuare. Pp e Psoe insieme contano 137 seggi, dunque una larga maggioranza, ma ci sono da costruire equilibri non scontati. Secondo alcuni, il Psoe non appoggerà un Governo presieduto dall’attuale leader Pp. Ma è davvero difficile che Rajoy si faccia da parte dopo l’ottimo risultato ottenuto. Il rischio di veti incrociati c’è, ma è da escludere un terzo turno. Il Paese chiede governabilità.

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