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Alle urne
con responsabilità
e consapevolezza

· ​I vescovi panamensi sulle prossime elezioni generali ·

«Per un voto responsabile e consapevole» è il tema della campagna di sensibilizzazione lanciato, nei giorni scorsi, dalla Chiesa cattolica a Panamá in occasione delle elezioni generali che si terranno il prossimo 5 maggio.

In un messaggio redatto a conclusione dell’assemblea plenaria ordinaria, la Conferenza episcopale panamense ha puntato l’attenzione sui molteplici aspetti della vita religiosa e nazionale del Paese e ha lanciato una serie di suggerimenti ai fedeli panamensi al fine di affrontare al meglio le molteplici sfide del mondo di oggi.

«Abbiamo l’obbligo morale ed etico — si legge nel messaggio conclusivo — di scegliere il meglio, che sarà in grado di dare una svolta per costruire un Paese di solidarietà, fraterno, giusto ed equo, con trasparenza e responsabilità. Non permettiamo al negativismo di paralizzarci e lasciare il destino di tutti noi nelle mani di pochi. Dobbiamo tutti votare il prossimo 5 maggio, è un dovere e un diritto. Esprimiamo un voto responsabile e consapevole, motivato nello scegliere coloro che hanno davvero l’impegno per la dignità della persona e del bene comune».

Nel messaggio i vescovi, con la speranza di orientare e formare il popolo di Panamá, esprimono la volontà di voler condividere la loro riflessione sulla realtà ecclesiale e sociale del paese. Per quanto riguarda la realtà ecclesiale, l’episcopato esprime il ringraziamento al popolo panamense per la giornata mondiale della gioventù, che «impegna la Chiesa a dare ai giovani spazi di partecipazione nella strutture della Chiesa e della società, perché possano assumere le sfide della trasformazione sociale dinanzi alle ingiustizie, all’indifferenza e al negativismo del cambiamento». Sulla scia del sinodo per i giovani, i presuli intendono dare nuova vita alla pastorale giovanile, per creare dialogo e lavoro comune, aggiornandosi sull’uso delle nuove tecnologie per evangelizzare il mondo digitale, con speciale attenzione ai popoli indigeni. Il testo ricorda la pubblicazione del documento «Protegiendo Nuestro Tesoro» che pone la Chiesa panamense sulla scia della protezione dei minori.

Particolare attenzione viene rivolta al fenomeno migratorio. «Come Chiesa — proseguono — non possiamo essere indifferenti al dramma che avviene ai nostri confini, dove centinaia di persone migrano con grande difficoltà, a rischio della loro vita, esposte alle reti della tratta di esseri umani, in condizioni veramente dolorose. Sfortunatamente, l’arrivo di questi migranti ha generato stereotipi in alcuni settori, perché pensano che tolgono il lavoro o portano malattie. Ci sono persino segni di xenofobia in un paese la cui vocazione è di apertura, accoglienza e servizio al mondo. La Chiesa ha l’impegno cristiano di accogliere e proteggere il migrante, non possiamo restare indifferenti».

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25 agosto 2019

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