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​Allarme sul clima

· Le Nazioni Unite chiedono di fare di più per fermare il riscaldamento globale ·

Già nel 2030 potrebbe esserci un aumento di 1,5 gradi delle temperature

«È un campanello d’allarme per il mondo». Sono parole dure quelle usate dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nel commentare il rapporto dell’Ipcc, il comitato dell’Onu per il clima, pubblicato e presentato ufficialmente ieri. Gli esperti hanno certificato che il cambiamento climatico sta procedendo molto più velocemente di quanto previsto e che già nel 2030 le conseguenze dell’aumento delle temperature potrebbero essere irreversibili. «Mezzo grado di riscaldamento in più fa un mondo di differenza» ha detto Guterres, sottolineando che «serve un’azione urgente e molto più ambiziosa per ridurre le emissioni della metà entro il 2030 e raggiungere emissioni zero entro il 2050».

Il rispetto dell’accordo di Parigi è ormai soltanto una parte di quel che bisogna fare. Bisogna superare i criteri fissati nel 2015 e attuare una strategia del tutto nuova. «L’aumento delle temperature comporterà cambiamenti senza precedenti in tutti gli aspetti della società, specialmente in settori come sfruttamento della terra, energia, industria, costruzioni, trasporti e città» ha spiegato Guterres. «Il prossimo periodo è fondamentale, dobbiamo rispettare gli impegni di Parigi per piegare la curva delle emissioni entro il 2020». Per questo la Conferenza sul clima dell’Onu che si terrà a dicembre in Polonia, è un momento «in cui non si può fallire».

La diagnosi del segretario generale è confermata dai dati raccolti dagli esperti delle Nazioni Unite, che sono inquietanti. Come accennato, secondo le misurazioni raccolte ed analizzate, il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali già fra dodici anni, ossia nel 2030, se si continueranno a produrre gas serra come oggi. E nel 2100 potrebbe esserci addirittura un incremento di tre gradi.

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