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Allarme inondazioni in Asia

· ​Più serrato il confronto sugli obiettivi della Conferenza mondiale sul clima ·

Un’area alluvionata nelle Filippine dove a fine ottobre  ci sono stati decine di morti (Afp)

Allarme inondazioni per molte metropoli asiatiche. Gli ultimi dati forniti dal centro studi statunitense Climate Central — e diffusi come contributo alla Conferenza mondiale sul clima Cop21 di Parigi, che riunirà dal 30 novembre all’11 dicembre rappresentanti di 195 Paesi — evidenziano che, anche contenendo entro i due gradi l’aumento della temperatura globale rispetto ai livelli pre-industriali, la situazione per diverse grandi metropoli dell’Asia-Pacifico potrebbe essere molto grave. L’Asia, infatti, comprende attualmente il 75 per cento delle aree che in futuro potrebbero finire sott’acqua a livello planetario. Lo studio del Climate Central evidenzia che il Paese più colpito potrebbe essere la Cina, con 145 milioni di persone che vivono in aree costiere. Delle dieci megalopoli più esposte nel continente asiatico, quattro sono cinesi (Shanghai, Tianjin, Hong Kong e Taizhou). Successivi in ordine di rischio, sono il Bangladesh, l’India, compresa la megalopoli di Mumbai, e il Vietnam. Intanto, polemiche politiche anche di alto livello si registrano in vista della trattativa per arrivare a un nuovo accordo mondiale sulla riduzione dei gas serra. A due settimane dall’apertura a Parigi della Cop21, dal presidente francese, François Hollande, è arrivata una dura replica alle dichiarazione del segretario di Stato americano, John Kerry. 

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