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Allarme dell'Onu per il colera ad Haiti

· Timori di un'epidemia incontrollata nel Paese stremato dal sisma di gennaio ·

Le Nazioni Unite temono che l’epidemia di colera ad Haiti possa colpire l’intero Paese, tuttora stremato dalle conseguenze del sisma del 12 gennaio scorso. Sono in molti a sostenere che l'epidemia sia in qualche modo collegata al sisma e alla lentezza della ricostruzione. Ad Haiti, che pure è da sempre uno dei Paesi più poveri al mondo, il colera non c'era stato infatti da più di un secolo.

«Un’epidemia su scala nazionale con decine di migliaia di casi è una possibilità reale», si legge in una dichiarazione diffusa ieri dall'ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha). Nella dichiarazione si parla di una situazione estremamente grave e si ammonisce, sulla base di esperienze con altre epidemie, che sarebbe irresponsabile non intervenire con un piano di emergenza.

La dichiarazione dell'Ocha è arrivata poche ore dopo che le autorità haitiane avevano diffuso l'ultimo bollettino sull'epidemia, sostanzialmente meno allarmistico. Il direttore generale del ministero della Sanità, Gabriel Thimotè, ha detto che il colera ha provocato 259 morti e ha contagiato 3.342 persone, aggiornando i precedenti dati ministeriali che avevano riferito di 253 decessi e 3.115 ricoveri. L'alto funzionario aveva comunque evidenziato la bassa percentuale dei casi di contagio e aveva sostenuto che l’infezione è contenuta. Anche il ministro degli esteri, Marie Miche Rey, ieri in Svizzera per partecipare a una riunione internazionale di Paesi francofoni, aveva detto che la malattia è «limitata a un perimetro ben definito», nella regione settentrionale di Artibonite e su parte dell’altopiano centrale.

La nota dell'ufficio dell'Onu sottolinea invece che c'è particolare preoccupazione per la capitale Port-au-Prince, dove l'epidemia si è già manifestata tra quanti vivono nelle periferie più povere e nei campi profughi del terremoto. L'Onu si sta comunque attivando anche nel resto del Paese. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno raggiunto la popolazione lungo il fiume Artibonite, portando sapone, sali per la reidratazione e pillole per purificare l’acqua. È stata inoltre varata una campagna d’informazione per spiegare le misure elementari per prevenire il contagio e sono stati allestiti cinque centri di trattamento per il colera. Anche diverse organizzazioni non governative stanno allestendo centri sanitari e inviando specialisti sia nella prevenzione sia nella cura del colera.

A Port-au-Prince i funzionari della Minustah, la missione dell'Onu ad Haiti, d’intesa con le autorità locali e con le stesse organizzazioni non governative, stanno distribuendo materiale igienico e stanno allestendo altri sei centri medici. Il Canada ha offerto fondi e si è detto pronto ad allestire un ospedale, mentre gli Stati Uniti si sono impegnati a gestire spazi per curare i pazienti nelle tendopoli. La Francia ha inviato un'équipe medica.

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