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​Allarme colera in Zimbabwe

· La peggiore epidemia dal 2008 ·

In Zimbabwe è in corso la seconda peggiore epidemia di colera dopo quella devastante del 2008 che uccise migliaia di persone. L’allarme viene da Medici senza frontiere. Dichiarata ufficialmente il 12 settembre, l’epidemia conta 9100 casi sospetti nella capitale Harare, con 43 decessi.

Un ragazzo curato in una struttura sanitaria di Medici senza frontiere ad Harare (Msf)

Il colera — ricorda l’organizzazione umanitaria — si sviluppa dopo l’ingestione di cibo o liquidi contaminati, e può causare grave disidratazione e addirittura il decesso se non viene trattato, ma si può facilmente prevenire attraverso semplici pratiche igienico-sanitarie e acqua potabile sicura. Il sistema idrico di Harare è vecchio e malfunzionante, con perdite di acqua e contaminazione per il contatto con discariche e fognature. La scarsa disponibilità di acqua potabile in sobborghi densamente popolati costringe le persone a usare fonti non sicure come pozzi scavati a mano, favorendo la diffusione di malattie trasmesse attraverso l’acqua, soprattutto durante la stagione delle piogge. Lo Zimbabwe non è l’unico paese africano a essere colpito dalla malattia. Ad agosto, le autorità dell’Algeria hanno annunciato la comparsa di un’epidemia nella regione di Blida, che fu poi contenuta nell’arco di poche settimane. Inoltre, l’Organizzazione mondiale per la sanità riferisce di numerosi casi di colera in Nigeria, nello stato del Borno. Ma è ancora presente nella memoria l’epidemia avvenuta dieci anni fa, che ha causato la morte di almeno 4000 persone. 

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