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All’altezza di Roma

· Nominato un commissario straordinario per la città ·

È il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, il commissario straordinario che guiderà Roma dopo che il sindaco Ignazio Marino è decaduto dalle sue funzioni, in seguito alle dimissioni di ventisei consiglieri comunali: diciannove del Partito democratico (Pd), altri due della sua maggioranza e cinque delle opposizioni.

Sessantatreenne, siciliano, Tronca è stato scelto dal prefetto della capitale, Franco Gabrielli, e negli ultimi tempi si è distinto per la felice gestione degli avvenimenti che hanno avuto luogo nel capoluogo lombardo: primo fra tutti l’Expo, appuntamento preceduto da una serie di arresti che rischiavano di trasformare l’esposizione universale in un clamoroso boomerang per l’immagine dell’Italia nel mondo. Grazie anche a un lavoro, quello di Tronca, da tutti ritenuto eccellente, l’Expo milanese si è infatti rivelata un successo, a giudicare anche dal gran numero di visitatori che è riuscita ad attrarre.

Il commissario straordinario arriva in una città da tempo maltrattata, e dove venerdì si è consumato l’ultimo atto di un confronto triste quanto inconcludente, con le dimissioni dei consiglieri e la conferenza stampa di Marino, nella quale l’ex sindaco, raggiunto da un avviso di garanzia per presunte spese private pagate con denaro pubblico, ha lamentato di essere stato pugnalato alle spalle in esecuzione di un complotto ordito da «un unico mandante».

Marino aveva perso ormai «il contatto con la sua città, con la sua gente» è stato invece il freddo e laconico commento del presidente del Consiglio dei ministri e segretario del Pd, Matteo Renzi. In effetti, da molte parti si sono moltiplicate le denunce, politiche e giornalistiche, per sottolineare che soprattutto negli ultimi tempi i romani sono stati lasciati soli, davanti a gravi disservizi e spesso ostaggio di interessi non chiari, nonostante proclami di segno contrario.

L’auspicio dei romani, che continuano a sperare in una città diversa, trasparente, pulita, sicura, vivibile e in grado di riprendere a programmare il futuro, è che con i fatti delle ultime ore si sia finalmente chiuso un capitolo. Ed è ora insomma che le istituzioni e le diverse forze politiche, attraverso la dialettica democratica, assumano le loro responsabilità e tornino davvero a essere protagoniste, dimostrando di sapere essere all’altezza della storia e della bellezza di Roma.

di Marco Bellizi

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21 ottobre 2019

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